Elezioni 2009: Forza Italia lancia il “Patto per Rotondi”

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Rotondi – Sulla scia del “Patto per l’Irpinia” dell’on. Milanese, Forza Italia lancia il “Patto per Rotondi”, uno strumento per sostenere la politica amministrativa del Comune e per meglio integrarla con le politiche della Regione Campania e della Provincia di Avellino.
Con il “Patto per Rotondi” le realtà locali e il Comune vogliono sperimentare un nuovo modello di consultazione e partecipazione, di confronto sulle politiche e progetti utili per lo sviluppo del territorio, avviando così un nuovo metodo di lavoro, basato sulla responsabilità e sull’assunzione reciproca di impegni.
L’iniziativa sarà fondata su alcuni concetti cardine: libertà, responsabilità e fiducia.
“Riteniamo che il Patto rappresenti un prezioso sforzo per individuare una modalità di rinnovo del governo cittadino che potrà essere pienamente realizzato solo mediante il concorso di tutti – ha dichiarato in una nota il coordinamento cittadino -.Il ruolo del nostro Comune, dovrà essere rafforzato offrendo nuove opportunità di sviluppo incentrate sulla qualità e l’eccellenza della filiera agro-alimentare. Presteremo grande attenzione allo sviluppo del paesaggio agricolo come momento importante nell’ambito della programmazione urbanistica che dovrà trovare attuazione nel nuovo Piano di Governo del Territorio, strumento per mantenere l’identità agricola ed economica di Rotondi e le sue funzioni urbane, sociali e culturali.
Per lo sviluppo del Comune occorre recuperare il ruolo primario dell’industria, che risente dei duri colpi inferti dalla crisi alle produzioni a bassa specializzazione. Nell’ambito del PGT dovranno essere disponibili nuove aree per gli insediamenti produttivi, per facilitare l’arrivo di nuovi soggetti economici. Il dialogo costante coi sindacati e le Agenzie per il Lavoro ci consentirà di affrontare la dura crisi in atto, permettendo il rilancio occupazionale. L’Amministrazione dovrà credere fortemente nella sicurezza, nella libertà e nella responsabilità.
Sicurezza non solo come fermezza, bensì come intercettazione dei segnali di malessere dei soggetti più deboli e degli anziani che spesso sono i primi e più esposti alla paura ed al timore. Una città che non garantisce la sicurezza non può dirsi una città giusta”.

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