Best è un patrimonio. Williams la conferma, Cinciarini la sorpresa

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Avellino – Difficile pronosticare quale sarà il futuro della Scandone in Eurolega, è ancora troppo presto. Ma al momento un appassionato di basket non dovrebbe far altro che ringraziare Markovski ed Ercolino non solo per i risultati sportivi, ma per aver portato in irpinia il genio di Travis Best. Minuti come quelli finali della partita con Le Mans sono perle preziose che rimarranno nella mente di molti indipendentemente dal mero punteggio finale, che pure ha premiato i lupi. Nessuno ha mai messo in dubbio le qualità tecniche e l’intelligenza cestistica dell’ex Indiana (e ci mancherebbe, il suo pedigree parla da solo). Se Best si assesta su questi livelli – ovviamente con qualche fisiologico e legittimo calo – Avellino può davvero puntare nuovamente alle semifinali-scudetto. Il play ha dato l’impressione di sapersi gestire sia durante la settimana che a match in corso, centellinando energie e sforzi per i momenti decisivi. L’età (36 primavere) non è un problema finchè lui e lo staff riusciranno a mantenere una tabella di marcia che soddisfi entrambi in campo e in allenamento. Per fare questo è però necessario un significativo apporto dalla panchina. E in questo senso, il Daniele Cinciarini visto contro Le Mans (ma anche contro Bologna) è un’ottima garanzia. 10 punti, tutti pesantissimi, e tanta attività su palle sporche e a rimbalzo: un impatto notevole per il nazionale che pian piano si sta adattando al gioco di Markovski. L’infortunio di Porta di certo non aiuta Travis a rifiatare (l’italoargentino forse sarà assente anche contro Ferrara) ma la società in estate si è comunque tutelata firmando Mike Nardi, una discreta assicurazione specialmente in campionato. Chi si sta dimostrando perfetto è Drake Diener: l’ex Capo d’Orlando sul campo fa tantissime cose utili, magari meno appariscenti delle sue triple ma comunque fondamentali per la squadra. “In Sicilia mi chiedevano soprattutto di segnare – ha spiegato Drake – qui invece mi trovo in un sistema più complesso in cui è richiesta la mia presenza anche a rimbalzo, in difesa, come assist-man e, perchè no, anche come giocatore di Pick and Roll. Non voglio certo rubare il posto a Best in cabina di regia – ha scherzato – ma con Williams che porta dei blocchi così qualitativi è molto più facile sia tirare che passare”. Già, Eric Williams. Ormai il centrone di Wake Forest (sempre più idolo della tifoseria e della città) pare aver compreso i movimenti richiesti dal coach ed è diventato molto più dinamico sia in situazioni di blocco che in fase di non possesso. L’essere dimagrito sicuramente aiuta, ma fondamentale è stato il lavoro di inserimento svolto con il coach e con lo stesso Best, che lo cerca subito nei primi secondi delle partite per metterlo immediatamente in ritmo. Eric gioca meno (ma è comprensibile vista l’enorme quantità di blocchi che porta, si stanca molto di più) ma non sono i minuti a misurare il suo rendimento. Di questo passo, aspettando notizie migliori dal duo di lunghi Radulovic e Tusek (il secondo forza ancora troppo) Avellino davvero non deve temere nessuno: per qualità e per quantità di giocatori è lecito puntare in alto. (gm)

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