Dalla Provincia un volume dedicato alla Dea Mefite

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Avellino – Mefite è una divinità italica legata alle acque, invocata per la fertilità dei campi e per la fecondità femminile.
Il culto era diffuso in tutta l’Italia osco-sabellica, in particolare nelle zone abitate o frequentate dalle popolazioni sannitiche. Notizie di scrittori antichi e rinvenimenti archeologici ne documentano l’esistenza in Irpinia a Rocca San Felice nella Valle d’Ansanto e a Casalbore.
I luoghi di culto di Mefite sono situati quasi sempre in un ambiente caratterizzato dalla presenza di acque fluviali o lacustri. È stato ipotizzato che, da divinità legata alle acque e alle sorgenti in generale, dopo la romanizzazione dell’Italia sia stata connessa maggiormente e poi esclusivamente alle esalazioni emanate da mofete e da acque sulfuree o corrotte come quelle stagnanti, che essa doveva impedire, o comunque a luoghi contrassegnati da fenomeni vulcanici.
A tutto questo e molto di più è dedicato il libro ‘Il culto della dea Mefite e la Valle d’Ansanto’ – Ricerche su un giacimento archeologico e culturale dei Samnites Hirpini che su iniziativa della Provincia di Avellino verrà presentato sabato 22 novembre alle ore 16.00 presso il complesso culturale di Corso Europa ad Avellino.
Interverranno, il commissario dell’Ente Provincia, Vincenzo Madonna, il sub commissario Giuseppe Muollo,Alfonso Mele dell’Università Federico II di Napoli, curatore del volume; Giovanni Colonna, dell’Università La Sapienza di Roma; Maria Luisa Nava, Soprintendente Archeologico delle Province di Salerno e Avellino e Antonello Petrillo, dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. I lavori saranno presieduti da Adriano Regina

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