Matteo Boniciolli è il nuovo allenatore della Virtus Bologna. L’annuncio è arrivato in una conferenza stampa – trasmessa anche dalla radio del club – in cui il patron Sabatini ha spiegato le ragioni dell’esonero di Pasquali (“La sconfitta contro Avellino ha avuto un peso fondamentale nella decisione” ha affermato) e ha introdotto il neocoach delle V-Nere, visibilmente contento per essere tornato su una panchina di LegaA. “Senza essere retorico – ha detto Boniciolli – un allenatore non può dire di no alla Virtus. Mentre venivo qui pensavo tra me e me a chi mi ha preceduto in questo ruolo: Peterson, Nikolic, Messina…un giorno spero anche io di avere la mia foto al fianco della loro in questo magnifico palazzo”.
“Ho chiamato Boniciolli 20 minuti dopo la fine della partita – ha dichiarato Sabatini – e lui dopo 21 minuti era già convinto del progetto. A legarci ci sarà un accordo biennale con un opzione per il terzo, a testimoniare la nostra voglia di far partire un progetto serio”.
“Non ci nascondiamo – ha continuato poi Boniciolli – se uno viene alla Virtus lo fa per vincere e noi ci proveremo domenica dopo domenica, anche per ottenere un posto nel ranking di Eurolega”.
SPORT E POLEMICHE – Il neo coach ha parlato di tutto, passando dall’aspetto mentale (“l’allenamento si inizia ridendo e si finisce ridendo, certo fa rabbia vedere quando i giocatori giocano con le ‘faccine’ senza impegnarsi”) a quello più pratico e pragmatico (“ad Avellino ho vinto con Ortiz e Burlacu, a Bologna c’è una panchina che potrebbe tranquillamente giocare in A1 e quindi non possiamo permetterci passi falsi, altrimenti i pubblico fischia”) ma ad alimentare qualche polemica ad Avellino è stata un’altra sua dichiarazione.
Com’è noto Boniciolli lasciò la Scandone dopo il trionfo europeo per stare più vicino alla sua famiglia, scelta che lo ha spinto a tornare a Trieste e a dedicarsi al rilancio della gloriosa tradizione cestistica locale. “Sono rimasto fermo per mia scelta – ha dichiarato – ad Avellino ero ascoltato, c’era un rapporto importante con il proprietario, sopratutto con il figlio, e con lo sponsor. Ma esiste anche la vita oltre alla pallacanestro: ora i miei figli potranno nel weekend venire a Bologna, mia moglie anche. Bologna è una città che mi ha stregato ed è la città in cui vorrei che i miei figli studiassero. Io voglio stare con la mia famiglia e con i miei figli: A Bologna c’è questa possibilità, ad Avellino incece, senza voler offendere nessuno, era un pò più complicato”.
Parole che hanno ri-evocato nella mente di qualcuno uno squarcio mai del tutto sanato tra una parte della città e Boniciolli, suscitando un certo fastidio in una parte della popolazione avellinese. A poche ore di distanza è lo stesso Boniciolli a smontare subito ogni polemica. “Sinceramente non mi interessa cosa si dice di me – ha detto – ad Avellino c’è tanta gente che mi ha voluto e mi vuole bene e che sa a cosa mi riferivo e quello che volevo dire. Ma ci sono anche delle persone che non mi hanno voluto bene e che sono da sempre pronte a travisare e male interpretare i miei pensieri. Per me non esiste nessuna polemica, ho un bel ricordo di Avellino e continuo ad intrattenere rapporti con le persone a me care che vivono lì. Io – ha continuato – ho preso una squadra appena ripescata, che si allenava al freddo e al gelo in una ‘caverna’, e l’ho lasciata con una Coppa Italia in bacheca, che gioca e vince in Eurolega. Di più non credo che avrei potuto fare. In cambio chiedo solo di essere rispettato e di non esser più tirato in ballo in queste discussioni, che tra parentesi riguardano me e la mia famiglia e non hanno nulla a che vedere con la pallacanestro. Ora mia moglie e i miei figli possono venire a trovarmi spesso, ed è questo quel che mi interessa”. Insomma, questione di Kilometri e non di vivibilità. Quel che è certo è che il rapporto tra Avellino e Matteo continuerà ad essere argomento di discussione. Quello che non può essere messo in discussione è il merito sportivo, piacciano o meno i (comunque discutibili) passaggi sulle ‘caverne’ irpine. Le strade comunque torneranno ad incrociarsi, magari già alla prossima Coppa Italia. E lì, finalmente, sarà nuovamente il campo a parlare, lasciando ai margini mugugni, frecciatine e polemiche che fanno solo male.
(Di Giuseppe Matarazzo)
