Decreto Gelmini: oggi l’esame in Consiglio dei Ministri

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Dialogo aperto tra governo e conferenza delle regioni: niente chiusura di mini-scuole per un anno e maggiore serenità anche sull’università. Oggi la Gelmini porterà all’attenzione del Consiglio dei Ministri pochi punti del decreto ritenuti urgenti, da anticipare rispetto all’intera riforma che sarà successivamente contenuta in un disegno di legge.
Vari i punti del decreto ritenuti più urgenti:
gli atenei – 20 su un totale di 75 – che hanno mostrato di avere maggiori consumi e che hanno fatto registrare bilanci in rosso non potranno indire concorsi e subiranno una parziale deroga al blocco del turnover previsto dalla legge 133 in merito all’assunzione di giovani ricercatori.
Il fondo statale di finanziamento sarà distribuito non solo in base al numero degli iscritti ma seguendo criteri di produttività.
Diversivi anche per quanto riguarda i concorsi per docenti: tra le ipotesi di modifica anche i meccanismi della selezione per i professori associati e ordinari per cui verrebbe introdotto un solo vincitore eliminando la doppia idoneità. L’altra ipotesi prevede la sospensione delle procedure in attesa di approvare una riforma con un ddl. Resterebbero i concorsi per i ricercatori e potrebbero essere stanziati anche fondi per alloggi e borse di studio per gli studenti più meritevoli.

Intanto il dialogo tra il ministro Gelmini e le Regioni sembra riaperto: il governo ha infatti modificato l’articolo 3 del dl 154 tenendo conto delle osservazioni delle autonomie. La parte che prevedeva il commissariamento in caso di mancata soppressione – con relativo trasferimento dei ragazzi nelle sedi più grandi, degli istituti scolastici con meno di 50 alunni – è stata cancellata.
La modifica del governo fa slittare l’operazione di ridimensionamento al 2010-2011.

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