Yannakis “Convivo con la pressione di dover vincere da sempre”

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Coach Yannakis è più di un mito. Il suo nome è indissolubilmente legato alla storia del basket europeo. I suoi punti e la sua leadeship portarono la Grecia a laurearsi campione d’Europa nel 1987. Una squadra con un quintetto formidabile, che ad Atene recitano ancora come una preghiera… Galis, Yannakis, Fassoulas, Christodoulou, Kambouris. A 21 anni di distanza da quello storico successo Yannakis è pronto ad iniziare una nuova stagione, questa volta come guida tecnica dell’Olympiakos, formazione costruita per vincere. “Sinceramente – spiega – convivo con la pressione di dover vincere a tutti i costi da quando ho iniziato a giocare a basket, sia come cestista che come giocatore. Ormai ci sono abituato”. L’esordio con la matricola Avellino da questo punto di vista potrebbe dare una mano, ma Yannakis non si fida dei lupi. “In queste settimane ho parlato con moltissime persone, anche con qualche addetto ai lavori, e tutti mi hanno confermato che Avellino ha dalla sua un’ambiente carico a mille che aspetta questo match da molto tempo. Giocare in un campo del genere non è mai facile, noi dovremo essere bravi a spegnere sul nascere ogni entusiasmo. Detto questo, non nascondo che io e i miei ragazzi ci esaltiamo a giocare in palazzetti così roventi”. Con l’acquisizione di Childress e Papaloukas l’Olympiakos è cambiato molto, aggiungendo un’infinita scorta di qualità ad un roster già di primissimo livello. Ma i meccanismi, a detta del coach, vanno ancora rodati. “Effettivamente dobbiamo lavorare ancora molto sulla nostra fluidità offensiva.Abbiamo cambiato molti giocatori e sotto certi punti di vista siamo ancora un cantiere aperto. Per questo io conto molto sull’energia che sapremo dispendere nella nostra metà campo, perchè è da lì che dovranno partire i nostri punti”.
E che idea si è fatto di Avellino?“La Scandone gioca un basket molto pericoloso – commenta – E’ un team con tanta qualità che si esprime al meglio quando può correre in campo aperto. Per tenerli a bada dovremo imporre il nostro gioco, rallentando i ritmi il più possibile, per evitare così che le bocche da fuoco avversario entrino in partita e, di conseguenza, si scaldi anche il pubblico”.

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