Calcio Serie B – La cura Campilongo rimette in sesto mezza squadra

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Avellino – “Lazzaro, alzati e cammina!” dice Gesù in uno dei più noti passi del Vangelo. Al Partenio in verità Gesù non è ancora arrivato (secondo Carlo Levi si è fermato un po’ prima, a Eboli) ma Sasà Campilongo contro il Bari sembra aver davvero messo in piedi un mezzo miracolo. Nell’ultima uscita al “Partenio” i lupi guidati dal tecnico partenopeo hanno trovato nuovo smalto e nuova grinta, una voglia di correre e di mettersi in discussione che prima non si era mai vista. Frutto di una nuova mentalità, piede sull’accelleratore anche in curva e senza timore. Dopotutto per salvarsi occorre anche un po’ di incoscienza. Messaggio recepito a pieno da tutta la squadra. La cosiddetta “Cura Campilongo” ha rimesso in piedi anche calciatori che fino a poco tempo fa erano oggetti misteriosi o poco più. Parliamo dello scoppiettante Ciotola e del recuperato De Martino – dai quali si aspettavano grandi cose ma che tra infortuni e panchina non erano riusciti ancora dimostrare il proprio valore – del folletto Pacilli e del propositivo Abumeyang. Non saranno fenomeni ma l’anagrafe è tutta dalla loro parte e con questa aggressività ed energia ci sono tutti i presupposti per migliorare ancora. Altro ‘resuscitato’ è Vincenzo Pepe, anch’egli poco più che 20enne, diventato uno dei punti fermi nello scacchiere del mister. E, coincidenza o no, anche Pellicori sotto la nuova guida tecnica ha finalmente trovato la prima segnatura ufficiale del campionato. E alle porte ci sono anche i recuperi pieni di due giocatori che per classe e attitudine rientrano perfettamente nell’identikit caro a Campilongo. Si tratta di Szatmari e De Zerbi. Il primo ha già dimostrato di avere i ‘numeri’ giusti mentre il secondo non ha certo bisogno di presentazioni. Con il loro ritorno aumenterà la qualità e la competitività sia in campo che in allenamento, toccherà poi all’ex Cava scegliere chi schierare. In argentina li chiamano ‘cojones’, in Italia sono meglio conosciuti come ‘attributi’: è questo che Campilongo chiede ai suoi, ed è questo che i tifosi vogliono vedere nei 90’ di gara. Le obiettive difficoltà ci sono, specialmente in un pacchetto arretrato ancora poco convincente e in una mediana di centrocampo che ancora non ha una sua identità tattica ben definita. Ma per questo c’è tempo e magari c’è anche il mercato di riparazione … Ora all’Avellino servono i punti per uscire dalla crisi e scacciare anche l’ombra della penalizzazione. (gm)

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