Montella – Maxi sequestro di etichette contraffatte: una denuncia

0
210

Montella – Continua senza sosta l’attività di monitoraggio e di controllo svolta dalle Fiamme Gialle a salvaguardia della proprietà industriale: in tale contesto ogni singola operazione costituisce il punto di partenza per l’avvio di mirati accertamenti in un’ottica di non esaurire il piano nel mero sequestro, ma tentare invece di risalire la “filiera” dell’industria della contraffazione per arginare concretamente il fenomeno. Ed è così che un sequestro di merce contraffatta e di etichette riportanti i logo di note griffe di moda case operato nella serata di ieri a Portici, nel napoletano, da parte della locale Compagnia della Guardia di Finanza, si è immediatamente tradotto in una più articolata operazione che ha visto interessata anche la provincia irpina. Sulla base degli elementi informativi acquisiti all’atto del sequestro a Portici (nel caso specifico si trattava di cinture recanti un marchio contraffatto di note case di moda) i militari operanti hanno ritenuto di aver acquisito sufficienti indizi per localizzare nella zona di Montella l’opificio di provenienza delle etichette. Prontamente allertata la Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, competente per territorio, agli ordini del neo giunto tenente Massimo Devito, è stata confermata l’esistenza nel pieno centro di Montella della stamperia “sospetta”. All’interno dei locali sono stati rinvenuti, ben 140 clichè recanti, abilmente contraffatti, i logo di note griffe di moda, tra cui quelli apposti sulle cinture oggetto di sequestro di Portici. In particolare si trattava di 72 clichè recanti marchio D&G, 33 recanti marchio Armani, 17 recanti marchio Just Cavalli, 9 recanti marchio Guess, 9 recanti marchio Prada. Nei confronti del responsabile della stamperia, B.M., 44enne, è stato disposto il sequestro dei 140 clichè recanti i marchi contraffatti ai sensi dell’articolo 473 del codice penale e nei suoi confronti è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, sempre attenta nello specifico settore della lotta alla contraffazione. I clichè relativi alle etichette contraffatte presentavano un elevato livello di qualità e davvero erano molti gli elementi che potevano trarre in inganno i compratori: in particolare i talloncini avevano caratteristiche simili a quelli originali sia per quanto attiene i dati relativi alla tipologia di lavaggio, alla composizione, alla località di produzione ed all’azienda distributrice ed addirittura i cosiddetti “codici articolo”. L’operazione ha permesso, inoltre, di appurare come l’impianto stampa utilizzato per la riproduzione di falsi cartellini identificativi della merce abbia fornito supporto per la creazione di oltre 140mila “pezzi” contraffatti, destinati allo smercio nell’area del napoletano. Specifici accertamenti sono stati avviati dalle Fiamme Gialle per risalire ai committenti dell’ordine in una più generale ottica di contrastare la commercializzazione di prodotti contraffatti che, per la loro illecita provenienza, generano sia un forte inquinamento dell’economia che un potenziale pericolo anche per gli acquirenti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here