Avellino – Sono state ore d’attesa convulse e snervanti quelle che hanno caratterizzato la giornata di oggi. Da stamattina, infatti, tifosi e cittadini hanno aspettato con ansia il responso della Commissione di Vigilanza e del Prefetto, che aveva l’ultima parola sull’apertura del Palasport “Giacomo Del Mauro”. Alla fine, il fragoroso suono delle bottiglie di champagne stappate nei pressi dell’impianto ha apposto definitivamente la parola ‘fine’ su una querelle che si trascinava da troppo tempo e che ha tenuto con il fiato sospeso un’intera provincia. Il “Del Mauro” sarà aperto e pronto ad ospitare campionato ed Eurolega.
PREOCCUPAZIONE – L’ok era previsto per le quattro del pomeriggio. Quando le lancette dell’orologio hanno cominciato a correre e il fatidico ‘si’ non arrivava, sono iniziate a circolare le voci più disparate e preoccupanti. Ma partiamo dalla mattinata: i primi ad arrivare per i sopralluoghi sono stati Asl e Vigili del Fuoco. Poi, verso le 13, è toccato al Genio Civile. I rappresentanti di ogni singola commissione hanno espresso il loro parere positivo ma a quanto pare delle incomprensioni sul sistema antincendio hanno minato sensibilmente ogni certezza. E’ subito scattato un primo summit a porte chiuse dal prefetto Ennio Blasco, al quale hanno preso parte anche il sindaco di Avellino, Pino Galasso, e i capigruppo di maggioranza e opposizione. Stando a quanto si è potuto capire si è trattato di un faccia a faccia durissimo, con posizioni contrastanti a dividere i partecipanti e pare addirittura che siano volate minacce di dimissioni. Il volto preoccupato di qualche rappresentante comunale ha gettato in allarme l’intera piazza. Per fortuna, poi, è tutto rientrato.
CONCESSIONE – Verso le 16.00 la ‘carovana’ di autorità si è spostata nuovamente al Palasport, dove ci sono stati altri chiarimenti. Alle 17, poi, il nuovo approdo in Prefettura. Questa volta la riunione è andata molto per le lunghe. La prima ipotesi avanzata è stata quella di una soluzione ‘simil Partenio’, ovvero una concessione parziale che avrebbe permesso l’apertura del Palace per sole 3.500 persone. In questo caso si sarebbe potuto disputare il campionato, ma non l’Eurolega che chiede un impianto superiore ai 5mila posti di capienza. In pratica, una ‘cura’ più grave della malattia stessa, in quanto i lavori sono stati realizzati – ad assoluti tempi di record – e i soldi sono stati spesi proprio per consentire alla Scandone di disputare gli incontri europei sul parquet casalingo. Questa possibile soluzione, oltre ad aver gettato nello sconforto il presidente Ercolino che per un attimo ha visto vanificati tutti i suoi sforzi ha messo in grossissime difficoltà tanti investitori e imprenditori che hanno le loro fortune indissolubilmente legate alla disputa del massimo campionato europeo. Sono già tanti gli albergatori che hanno ricevuto prenotazioni (a cifre molto più che considerevoli) da parte dei team internazionali ospiti e dei propri supporters. Ad esempio solo l’Olympiakos, prossimo avversario dei lupi, si dice abbia già prenotato 100 stanze per staff e atleti e sarebbero circa 500 i supporter dei greci pronti a sbarcare in Irpinia. La soluzione dei 3500, insomma, non avrebbe soddisfatto proprio nessuno, anzi. Per questo chi di competenza si è rimesso al lavoro.
CHAMPAGNE – La riunione si è protratta per le lunghe: i primi a lasciare le sale della Prefettura sono stati il questore De Jesu e il colonnello dei Carabinieri Sottili, il cui parere era obbligatorio ma non vincolante ai fini della decisione ultima. Poi, alle 19 e 45, l’annuncio: il Palasport aprirà i battenti in tutto il suo splendore e senza alcuna limitazione di sorta. A dare la buona notizia sono stati di concerto il sindaco Galasso e il prefetto Blasco che, al termine di una giornata logorante, si sono fatti i complimenti a vicenda per come si sia riusciti alla fine a portare a termine la questione nel migliore dei modi. Immediata la notizia è corsa sui cellulari ed è arrivata al Palazzetto, dove ad attenderla c’erano oltre 200 persone. Sorrisi, champagne e qualche lacrima hanno salutato così la lieta novella. Ora la Scandone ha la sua casa, Avellino il suo Palasport. L’attesa è stata lunghissima, la burocrazia dopotutto ha i suoi tempi: ora però si può asserire che tutto è stato fatto nel rispetto delle norme vigenti, delle istituzioni, dell’amministrazione, della Commissione e della Prefettura.
(di Giuseppe Matarazzo)
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
