Anche ad Avellino cominciano a soffiare venti di protesta contro il decreto Gelmini.
Gli studenti hanno indetto il 10 ottobre ad Avellino, come in tutte le città italiane, una manifestazione per contrastare le politiche del governo in materia di istruzione, università e ricerca.
“Scegliamo di opporci ad un Governo autoritario e reazionario che considera la scuola e l’università’ servizi da dismettere – ha spiegato Francesco Pennella, dei Giovani comunisti – che taglia di oltre 8 miliardi di euro i finanziamenti statali, rendendo precaria ed incerta la condizione dell’insegnamento, licenziando migliaia di maestre e di dipendenti pubblici, regalando ai privati l’università e abbandonando la ricerca e ogni investimento nel diritto allo studio e per l’edilizia scolastica”. “E’ la scuola della condotta – aggiunge Francesco Melillo, del coordinamento provinciale dei Giovani comunisti – in cui la bocciatura è la cifra di un ordine basato sul controllo e l’omologazione. Per di più si abolisce l’obbligo d’istruzione fino a 16 anni, favorendo la canalizzazione precoce degli studenti tra istruzione liceale e formazione lavorativa, separando irrimediabilmente le prospettive degli studenti dei licei da quelle degli istituti tecnici. È un processo di dismissione della formazione pubblica di fronte a cui non possiamo restare in silenzio. Per questo scegliamo di riprenderci la parola e di scendere in piazza anche ad Avellino. Perchè la scuola è un bene pubblico, un bene comune che nessuno può mettere in discussione”.
Redazione Irpinia
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