Esclusione di Ariano dalla Comunità Montana, il parere di Solimine

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Sulla esclusione di Ariano Irpino il presidente della Comunità Montana Ufita Giuseppe Solimine ha partecipato ai lavori del Consiglio, intrattenendo incontri con gli assessori ed i consiglieri regionali per tentare di far passare gli emendamenti finalizzati al mantenimento di Ariano Irpino. Solimine era accompagnato dagli assessori della Comunita Montana Luciano Leone e Francesco Lo Conte. Per Solimine, “l’uscita di Ariano Irpino dalla Comunità Montana dell’Ufita rappresenta una grave perdita per tutto il territorio, che fino all’ultimo ha inutilmente sperato in un ripensamento da parte del Consiglio regionale, il quale, invece, ha recepito integralmente le decisioni assunte in sede di commissione. Gli sforzi compiuti a tutti i livelli non sono dunque risultati sufficienti a convincere il vice-presidente Antonio Valiante, titolare dell’argomento, a cambiare orientamento nel senso del rispetto dei comuni comunque montani e delle zone interne più in generale, ma non tutto è perduto e nei prossimi mesi continueremo a lavorare affinché l’Ente montano non perda Ariano Irpino e il territorio non sia smembrato. Se la geografia di questo Ente dovesse essere quello immaginato dal Consiglio regionale, il nostro territorio, con l’esclusione di Ariano Irpino, risulterebbe spaccato in due: da una parte l’Ufita e la Baronia e dall’altra il nord-est che guarda al foggiano. Stando ad una prima analisi delle disposizioni approvate in Regione, alle Comunità Montane potrebbe essere riservata, adottando norme statutarie, la possibilità di intervenire per l’inclusione dei comuni che rispondono a determinati requisiti, ma a prescindere da quelle opportunità la Comunità Montana dell’Ufita non farà mai mancare l’apporto al territorio complessivamente inteso e continuerà a lavorare per lo sviluppo di tutti i comuni dell’area. Studieremo i percorsi istituzionali possibili per garantire la tutela delle realtà locali e l’integrità di questa parte dell’Irpinia, che ha necessità di fare sistema per affrontare in modo compatto ed incisivo le numerose emergenze che sono sul tavolo”.

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