Il Consiglio Generale della Cisl Irpina, riunito ad Ariano Irpino, ha approvato all’unanimità la relazione del Segretario Generale, Mario Melchionna.
La CISL Irpina condivide e sostiene gli sforzi della dirigenza nazionale e regionale per rafforzare un modello di organizzazione sindacale responsabile, aperta alle trattative nell’interesse esclusivo dei lavoratori e lontana da influenze ideologiche o partitiche.
“Occorre – recita il documento – profondere il massimo impegno per dimostrare al mondo del lavoro ed a tutta la pubblica opinione che il Sindacato non è un ostacolo per lo sviluppo del paese.
La difesa collettiva dei diritti dei lavoratori, dei pensionati, delle donne, dei giovani, degli immigrati, rimane un elemento indispensabile per costruire una società più giusta, più efficiente, più moderna. È doveroso riproporre senza riserve l’obbligo di combattere tutte le forme di illegalità che ancora opprimono il nostro paese, prima fra tutte la piaga della mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro”.
La CISL Irpina inoltre sostiene la mobilitazione del prossimo 4 ottobre, per riproporre con forza i temi della questione salariale e pensionistica, e del rilancio dell’economia italiana e dichiara la sua netta contrarietà agli attacchi indiscriminati che colpiscono il settore del pubblico impiego e della scuola, che non possono essere in alcun modo considerati un inutile costo da eliminare, magari a favore dell’esternalizzazione in favore di privati.
“Inoltre, occorre rilanciare la sfida della riforma della contrattazione collettiva; in particolare, il rafforzamento del secondo livello di contrattazione deve essere caratterizzato da un modello di Sindacato efficiente e strutturato e moderno soprattutto sui livelli regionali e territoriali. La CISL è pronta ad accettare le sfide del federalismo e della nuova questione meridionale, a patto che il Mezzogiorno non sia più considerato un territorio di supporto a vantaggio di altre zone del paese. Occorre finalmente adottare una logica caratterizzata dall’efficienza della spesa pubblica, ma soprattutto, è indispensabile che nella nostra regione si proceda ad un immediato e radicale ricambio delle classi dirigenti”.
Melchionna, inoltre, esprime preoccupazione per la situazione relativa alle prospettive economiche e sociali della nostra provincia. “È evidente che l’Irpinia rimane un territorio privo di una sua vocazione e di una sua identità nel contesto regionale, così come dimostra l’assenza di progetti di sviluppo relativi ai fondi europei. Occorre una reale inversione di tendenza, scommettendo sul rilancio del settore industriale, agricolo e sulle infrastrutture, per la provincia di Avellino. Per questo, la CISL Irpina è impegnata da tempo per raggiungere questi obiettivi, attraverso un’azione sindacale caratterizzata dal dialogo e dalla concertazione con le istituzioni e le parti sociali. È inaccettabile, inoltre, che il Governo nazionale e regionale intendano insediare sul nostro territorio unicamente impianti per lo smaltimento di rifiuti, negando ogni prospettiva relativa alla riqualificazione della nostra produzione economica ed industriale. La CISL, in tal senso, rilancia la sfida dello sviluppo e dell’occupazione in provincia di Avellino, appellandosi alla classe politica e dirigente, la sola che ha il potere ed il dovere di trasformare idee e progetti in atti concreti”.
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