“Difendere il Formicoso per rilanciare l’Irpinia”, parte il tam-tam

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I Sindaci, gli amministratori, le forze politiche e sociali provinciali, i Forum Giovanili, i cittadini dell’Irpinia lanciano un grido d’allarme: ‘Difendere il Formicoso per rilanciare l’Irpinia’. Un ennesimo appello per scongiurare il pericolo che da tempo si abbatte senza tregua sulla provincia avellinese, da Ariano a Savignano, da Andretta a Pianodardine. Intanto è stata fissata per il prossimo 2 ottobre la manifestazione indirizzata ad impedire i carotaggi su Pero Spaccone.
E mentre il governo sostiene di aver trovato una soluzione al problema dei rifiuti, gli interessati, attraverso un documento, parlano di “menzogna colossale” in quanto “… ha solo ripulito una parte della città capoluogo riempiendo di rifiuti la discarica di Savignano Irpino, nella provincia più virtuosa e che ha già ospitato grandi discariche; ha deciso, con la Legge 123/08, di costruire 4 termovalorizzatori e 10 discariche; ha scelto una filosofia di trattamento dei rifiuti che è in contrasto con le direttive dell’Unione Europea, secondo cui i rifiuti vanno trattati per recuperare i materiali, smaltiti là dove vengono prodotti per avviare, solo in ultima istanza, le loro frazioni residue a discarica; ha militarizzato i territori creando seri problemi di ordine pubblico e di tenuta democratica del Paese.
Si poteva fare diversamente? Si poteva e si può ancora:
riducendo i rifiuti a monte;
potenziando subito la raccolta differenziata e gli impianti decentrati e diffusi di compostaggio;
adeguando velocemente gli attuali 7 impianti di CDR, facendoli diventare selezionatori di rifiuti (Trattamento Meccanico-Biologico per il recupero del materiale secco e la produzione di Combustibile Derivato dai Rifiuti) e dotandoli di apparecchiature (come quelle acquistate dal Commissariato e colpevolmente abbandonate nelle campagne tra Napoli e Caserta) per la produzione di compost.
E’ una soluzione praticabile in poche settimane, più economica di quella fondata sul binomio inceneritori-discariche e, soprattutto, ecologicamente e socialmente compatibile.
Perché non viene presa in considerazione? Per gli enormi affari derivanti dagli incentivi CIP6, finanziati dai cittadini con il 7% in più sulla bolletta elettrica! E per le commistioni con le organizzazioni criminali che con le discariche hanno campo libero per far sparire rifiuti tossici.
Per queste ragioni, la questione rifiuti in Campania assume la valenza di questione nazionale. Alla sua corretta soluzione nessuno può far mancare il suo apporto: i partiti, le organizzazioni sindacali, i cittadini.
Questi ultimi sarebbero ancora di più penalizzati dalle sanzioni che l’Unione Europea sicuramente porrebbe in essere per l’adozione di un modello di smaltimento dei rifiuti che parte dalla coda, dalle discariche, invece che dal trattamento e dal recupero dei materiali e che, con l’incenerimento, violerebbe il Protocollo di Kyoto.
Il Ministero dell’Ambiente dovrebbe riflettere seriamente su queste cose ed invitare il Governo ed il Sottosegretario Bertolaso ad un serio ripensamento.
Solo il dialogo e la collaborazione tra Istituzioni, cittadini, forze sociali e politiche possono far superare definitivamente l’emergenza rifiuti.
E’ quello che stiamo sostenendo da quasi 15 anni in Alta Irpinia, su un meraviglioso Altopiano a quasi 1000 metri di altezza, dove si vuole costruire il più grande sversatoio per rifiuti solidi urbani e tossici.
E’ quello che l’intera Provincia di Avellino sosterrà il 2 ottobre prossimo, con una manifestazione pacifica ma determinata ad impedire i carotaggi, che sarebbero l’anticamera dello scempio ambientale e della distruzione della storia passata e futura di una terra che non lo merita.
Al sindacato chiediamo di proclamare lo sciopero generale per rilanciare le speranze di rinascita di una provincia già tanto martoriata dalla disoccupazione e dal rischio di definitivo abbandono
”.

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