Dickau, tutto poker e parquet: “Qui per mettermi in discussione”

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Avellino – Passare dalle luci, dai suoni e dagli eccessi di Los Angeles al panorama bucolico di Avellino non deve essere facile per nessuno.
Ma se ti chiami Dan Dickau e il tuo amore più grande è la pallacanestro (“insieme al poker, ma quello è un hobby”) tutto diventa più semplice. Sbarcato in Irpinia insieme alla splendida moglie Heater, ex cheerleaders dei Portland Trailblazers, Dickau si è subito calato nello spirito e nello stile europeo. Con l’umiltà che contraddistingue un serio professionista, l’ex play di Gonzaga University si è subito messo alle spalle sei anni di onorata militanza Nba per tuffarsi nella nuova avventura. “E’ vero, ci sono molte differenze tra la lega americana e quella europea – confessa Dickau ma me lo aspettavo. Prima di venire qui sapevo già che il campionato italiano, così come quello spagnolo, hanno un livello di competizione altissimo. E non vedo l’ora di confrontarmi con l’Eurolega, sicuramente il palcoscenico più prestigioso dopo l’Nba”. Dickau, ragazzo sveglio e mani di fata, racconta i suoi esordi: “Ho iniziato a praticare tanti sport sin da bambino, in compagnia di mio padre nel cortile di casa. Ho fatto di tutto, dal Baseball al calcio, che mi è sempre piaciuto. Ma la mia passione più grande è sempre stata il basketball”. Il playmaker sta lavorando sodo per adeguarsi ai nuovi schemi e con le sue carattertistiche potrebbe presto trasformarsi in un’arma letale in mano a Zare Markovski. “A differenza dell’Nba qui non ci sono i Lebron James della situazione con cui fare i conti – continua Dickau – ma c’è una grandissima organizzazione tattica e tanta collaborazione di squadra. Le mie caratteristiche di playmaker veloce, di tiratore e di passatore potranno tornare molto utili in questo tipo di sistema, ma è ovvio che ci sono aspetti del mio gioco che devo migliorare e cambiare, cominciando dalla difesa”.
E’ onesto Dickau e si è già reso conto dei suoi limiti, specialmente in difesa dove sui blocchi si perde con troppa facilità. Ma ha dalla sua una grande voglia di confrontarsi e misurarsi con questa nuova dimensione: dichiarazioni insomma più che incoraggianti specialmente se confrontate con quelle di altre stelle, o presunte tali, sbarcate direttamente dall’Nba in altre piazze italiane. Modestia, serietà e talento contribuiranno a raggiungere i risultati sperati dal patron Vincenzo Ercolino, ma prima c’è da ritrovare la migliore condizione fisica: Dickau soffre ancora per dei dolorini alla schiena che gli impediscono di rendere al meglio. Ma come lui stesso afferma, è l’intera squadra a dover ancora trovare la forma migliore. “Ci stiamo allenando duramente, davvero. In campo si vede, ma fa tutto parte della preparazione. Ad esempio le percentuali da tre che sia io che i miei compagni abbiamo fatto registrare sono sicuramente basse, ma non mi preoccupo. Quando ci conosceremo meglio e la circolazione della palla sarà più veloce, e quando avremo una forma fisica più vicina all’ottimo, quei tiri entreranno di sicuro, non ho dubbi”. E se lo dice lui, c’è da crederci.
(di Giuseppe Matarazzo)

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