Avellino – Si è riunito ieri presso la sede del Pd, il gruppo di lavoro “Europa e fondi comunitari” guidato da Luigi Famiglietti e composto da Giovanni Fiorentino, Rita Petrozziello, Elena Iaverone, Gelsomino Grasso, Pietro Pagliarulo e Franco Chieffo.
Tema dell’incontro è stato l’approccio alle politiche comunitarie in provincia di Avellino partendo dall’analisi della posizione dell’Irpinia nel contesto europeo e globale. Il gruppo di lavoro ha rimarcato l’opportunità della sinergia e del coordinamento con gli altri gruppi tematici del partito e la volontà di supportare il lavoro della consulta degli amministratori locali in vista della conferenza programmatica del partito. A tale appuntamento si intende pervenire attraverso l’organizzazione di seminari per la presentazione dei contenuti delle politiche comunitarie, nonché delle esperienze, valutazioni e buone pratiche locali e non solo in tema di utilizzo delle risorse europee. E’ stata condivisa la definizione di un percorso di analisi della programmazione passata, degli strumenti attualmente disponibili e l’individuazione dei percorsi futuri. Per questo motivo il gruppo avvierà una fase di ascolto allargata alle parti economiche e sociali.
“Abbiamo il dovere individuare nelle risorse comunitarie il mezzo e non il fine come invece accade quando si è fermi sulla lettura dello sviluppo come capacità di spesa – afferma Luigi Famiglietti, che guida il dipartimento del Partito – C’è bisogno di una forte discontinuità e di grande innovazione nel dibattito politico, bisogna cercare di veicolare un approccio diverso ai temi dello sviluppo locale. Ad esempio è palese il modo vecchio di fare politica di fantomatici comitati che seminano scetticismo sullo sviluppo della logistica in Valle Ufita, un progetto già previsto nel nuovo piano regolatore A.S.I.: si arriva a proporre percorsi strampalati che non nascono dal territorio ma da altri ambiti che nulla hanno a che vedere con gli interessi generali e con i bisogni delle realtà locali. L’alta capacità e la piattaforma logistica possono e devono essere il simbolo dell’Irpinia che si rimette in marcia, che aumenta ritmo e velocità, che diversifica il traffico merci tra gomma e ferro, diventando raccordo vitale per i collegamenti europei. Dopo l’allargamento ad est dell’Unione Europea e ancora di più nel 2010, con l’apertura del mercato euromediterraneo, l’Italia sarà la porta Sud dell’Europa e deve attrezzarsi con gli hub portuali, i centri logistici e intermodali ed una rete ferroviaria all’avanguardia in modo da essere uno scalo privilegiato per merci e passeggeri nel nuovo contesto geoeconomico. L’Irpinia va rispettata, i progetti non si calano dall’alto, questa è stata una riflessione condivisa all’interno del gruppo. Occorre sostenere e assecondare le vocazioni produttive e le risorse umane che arricchiscono il nostro territorio, perché occorre costruire una politica capace di accompagnare i processi. Per questo occorre determinazione nel sostenere la vocazione e l’identità della nostra terra nel contesto delle politiche e dei territori europei, per metterla in connessione con i flussi dell’economia moderna”. (di Rossella Fierro)
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