Prostituzione: dopo 50 anni Mara Carfagna rivede la legge Merlin

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Infliggere un duro colpo al ‘mercato’ del sesso: questo l’obiettivo dichiarato del disegno di legge del Ministro Carfagna approvato dal Consiglio dei Ministri, che di fatto dopo cinquanta anni rivede la legge Merlin, ultima regolamentazione in materia. Le misure, concertate i Ministeri degli Interni e della Giustizia, configurano il reato di esercizio del ‘mestiere’ in qualsiasi luogo pubblico ed in maniera bilaterale, cioè sia dalla parte di chi si prostituisce che dalla parte del cliente. Arresto e multa, le pene che rischiano i trasgessori. Più nello specifico e in base alla gravità della colpa, la detenzione varierà tra i 5 e i 15 giorni, mentre le sanzioni pecuniarie da un minimo di 200 ad un massimo di 3mila euro. Il documento affronta pure la delicata questione della prostituzione minorile, con una forte presa di posizione rispetto agli sfruttatori di questo raccapricciante mercato. Per loro sono infatti previste multe salatissime (fino a 150mila euro) e carcere dai 6 ai 12 anni. Verso la stessa direzione il trattamento riservato ai clienti anche in questo caso. Il disegno di legge prevede detenzione da sei mesi a quattro anni e sanzioni da 1500 a 6mila euro. Regolamentate, infine, anche le pene per i membri di associazioni a delinquere finalizzate al mercato del sesso: tra i 4 agli 8 anni e dai 2 ai 6 anni di reclusione, in relazione al ruolo ricoperto nell’organizzazione. Ma cosa cambia rispetto alla legge Merlin del 1958? La principale novità riguarda senza dubbio l’inquadramento del fenomeno, definito dalla stessa Mara Carfagna un vero e proprio ‘allarme sociale’. Il ddl del Ministro alle Pari Opportunità ‘evolve’ infatti, dalla configurazione del solo reato di adescamento, alla condanna della prostituzione in toto, inserendosi tra le norme previste nel ‘pacchetto sicurezza’ del governo Berlusconi.

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