De Vito: “Contento per Campanella, all’Avellino serve un bomber”

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Con lui alla guida, il settore giovanile biancoverde ha vissuto anni brillanti, raggiungendo anche risultati inaspettati. Enzo De Vito, avvocato-manager, parla dell’Avellino, di Juary e del baby Francesco Campanella, altro prodotto del vivaio irpino che spicca il volo verso la massima serie con destinazione Genova, sponda Sampdoria. “Campanella ha fatto bene– afferma- questo trasferimento alla Samp è un punto di partenza. Arriva in uno dei migliori settori giovanili del panorama nazionale. È una soddisfazione per lui e per me che ebbi il modo di portarlo ad Avellino. È un ragazzo che ha fatto tanti sacrifici, un giovane aiutato dalla propria famiglia che ha sempre creduto nelle sue potenzialità”. Felice anche per il passaggio del vecchio asso brasiliano al Porto, una delle formazioni più blasonate a livello europeo. “Da amico e da dirigente che l’ha voluto in Italia non posso che essere contento per lui. Pierpaolo Marino l’ha liberato subito, Da Costa (già presidente quando il carioca vinse la Coppa dei Campioni con il club portoghese, siglando la rete decisiva contro il Bayern), l’ha voluto subito alle sue dipendenze. Non capisco perché in Italia se lo siano fatti scappare, comunque posso dire che è una grande soddisfazione vedere un tecnico dalle indubbie qualità umane su uno scranno così prestigioso”. Gli ultimi pensieri sono rivolti alla formazione biancoverde: anche lui, come del resto l’intera piazza, invoca l’arrivo di rinforzi. Di qualche altro elemento che possa rendere la squadra competitiva: “Sicuramente da quello che vedo c’è bisogno di un altro attaccante che insieme a Pellicori e Sestu, garantisca le reti necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo. Una punta centrale esperta che possa sopperire ed aiutare nei momenti di bisogno la squadra”.
Forse c’è bisogno di qualche tassello anche nel reparto arretrato? “Hanno preso Vaskò, non lo giudico perché non lo conosco. Spero però di tutto cuore che questo ungherese possa fare al caso dell’Avellino. So che Massimo sta operando per completare questo organico, adesso mi auguro che alle parole seguano i fatti”. Credi che il rapporto tra i tifosi e la società possa essere recuperato? La gente è stanca di questo continuo ascensore e dopo la fortuna della riammissione in cadetteria vorrebbe vivere un campionato tranquillo, senza patemi: “C’è bisogno di serenità, di dialogo. Peccato che si sia partiti in ritardo come al solito, il mio auspicio è che questo possa essere l’anno buono. La scorsa settimana ero all’estero e sapere che c’erano 5000 paganti è stato bello, vuol dire che il pubblico è pronto a sostenere questo gruppo. Adesso, però, tocca alla dirigenza inserire due tre tasselli che possano permettere il salto di qualità . Lo Schiavo e Giuffrè sanno cosa fare. Mi aspettavo che qualche club di primo livello desse una mano all’Avellino. Massimo forse sperava in un aiuto ma per il momento così non è stato e mi spiace veramente”. Una frecciatina forse rivolta al Milan da cui ci si aspettava un grosso aiuto.
Su chi scommetteresti quest’anno?
“Koman è un ottimo giocatore, ha numeri eccezionali e farà parlare sicuramente di sé e De Martino che se sta bene può essere il ‘faro’ in mezzo al campo”
. Riusciremo quindi a raggiungere questa tanto agognata salvezza nella seconda serie nazionale?
“Io ho la speranza e la certezza che si possa fare bene, confido nell’Avellino e nella società che ha voglia di riscatto. Forse anche senza l’aiuto di nessuno riusciremo a conservare questo patrimonio”. (di Sabino Giannattasio)

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