300 partite in Nba con oltre 15 minuti di impiego, stagioni da protagonista con gli Atlanta Hawks, le sue scarpette hanno calcato i campi più prestigiosi del mondo, dal Madison Square Garden di New York al Td Garden Boston: bastano queste poche righe per presentare Dan Dickau, il nuovo playmaker dell’Air Scandone Avellino. L’americano di origine polacca va a chiudere il quintetto biancoverde, che lo vedrà accompagnato a Warren, Slay, Tusek e Eric Williams. Uno starting five che per qualità, nomi e blasone ha tutte le carte in regola per candidarsi ad essere la ‘rompiscatole del campionato’. Se l’anno scorso gli irpini potevano contare sull’effetto sorpresa, quest’anno invece faranno affidamento su giocatori di primo livello europeo e su un coach-gm, Zare Markovski, che nella sua seconda reincarnazione avellinese si è distinto per serietà, competenza e voglia di fare bene.
Ma veniamo al giocatore. Dickau, classe 78, è un playmaker con più che discrete doti sia di esecuzione che di lettura, perfetto insomma per innescare le punte di diamante biancoverdi senza dimenticarsi di coinvolgere Eric Williams che, non ci stancheremo mai di dirlo, può e deve essere il vero ‘crack’ sotto le plance. Dickau infatti ha nelle sue corde due doti fondamentali per la nuova Scandone, ovvero è un ottimo playmaker di transizione e soprattutto è un buonissimo giocatore di pick and roll, caratteristica che permettera ai biancoverdi di tornare a riproporre il micidiale “1-5” ammirato la scorsa stagione tra Big E e Marques Green. Ottimo e solido palleggiatore, Dickau, pur essendo un playmaker purissimo, può tranquillamente giocare anche qualche minuto da guardia vista la sua abilità nel tirare sugli scarichi.
“Avevo promesso un campione – ha dichiarato il presidente Ercolino – e alla fine i tifosi possono essere soddisfatti, perché la Scandone sta mantenendo tutte le promesse fatte anche a fronte di spese economiche davvero importanti”. Massimo riserbo sulle cifre del contratto, ma quel che è certo è che Dickau non è venuto in Irpinia in cambio di un sacchetto di nocciole del Mandamento. “Tra lavori e ingaggi – ha continuato Vincenzo Ercolino – le nostre casse sono state messe a dura prova. La Scandone ha mantenuto i patti, ora tocca al Comune mettersi al lavoro, ma la mia sollecitazione di qualche giorno fa per avere tutte le carte che ci occorrono ancora non è stata accolta, e i tempi stringono. Vorrei che la stessa serietà che ci metto io venga corrisposta”. L’ultimo appello Ercolino lo lancia ai tifosi: “Ai tifosi dico di essere contenti per la Scandone del 2009 e dico di fare l’abbonamento, un contributo importantissimo per le finanze societarie oltre che un segno di affetto verso la squadra. Attualmente siamo già oltre le 800 tessere, ma spero che questi numeri continuino a crescere”.
(di Giuseppe Matarazzo)
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