Coldiretti – Sos nocciole: mercato invaso dai prodotti turchi

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A rischio la nocciola ‘made in Italy’: a lanciare l’allarme e’ la Coldiretti in seguito all’incontro tenuto presso il ministero delle Politiche agricole, a cui hanno partecipato rappresentanti delle federazioni provinciali di Avellino, Cuneo e Viterbo, i cui territori rappresentano oltre il 65 per cento dell’intera offerta nazionale.
Secondo la Coldiretti, l’inizio della raccolta e’ molto incerto, a causa delle “previsioni di produzione della Turchia, che rappresenta circa il 70% della produzione mondiale, e che espone i produttori locali a seri rischi di speculazione sui prezzi”. I controlli poco severi effettuati alle frontiere, permettono alle nocciole turche di inserirsi con prepotenza sul mercato italiano danneggiando i produttori nazionali, che “vivono già gravi problemi, congiunturali e strutturali: aumento dei costi, frammentazione dell’offerta, debole potere contrattuale, scarsa incisività nella commercializzazione”. “E’ necessaria una strategia di ampio respiro per il settore – rileva in una nota la Coldiretti – Opportuno sarebbe attivare un osservatorio permanente sulle nocciole, per monitorare la situazione di mercato e il meccanismo di formazione dei prezzi, per evitare un ‘cartello’ tra operatori commerciali a danno dei produttori e rafforzare i controlli qualitativi e fitosanitari alle frontiere. Parallelamente sarà necessario un impegno presso la Commissione per impedire le modifiche richieste dalla Turchia di aumentare i limiti massimi di aflatossine sulla frutta in guscio importata nell’UE, che metterebbe a serio rischio la salute dei consumatori. Inoltre occorre difendere le norme di commercializzazione per le nocciole fresche, che la Commissione vorrebbe abrogare, prevedere l’indicazione obbligatoria dell’origine per tutti i prodotti trasformati, nocciole comprese, per una corretta informazione al consumatore. Accanto ai meccanismi di controllo, c’è la necessità di esercitare una pressione politica sul governo turco allo scopo di migliorare le condizioni dell’offerta sul mercato internazionale”.

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