Rifiuti, incontro Pd – Istituzioni: “Uniti a difesa dell’Irpinia”

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Andretta – Contro quella che viene vista prospettarsi come la ‘madre di tutte le discariche’ è scesa di nuovo in campo la politica irpina nell’iniziativa organizzata dal Pd nelle scorse ore ad Andretta. Ancora una volta dunque – come spesso accaduto da quando l’allarme rifiuti ha fatto nuovamente capolino in Provincia in tutta la sua gravità – i rappresentanti delle Istituzioni provano a dare una risposta concreta alle apprensioni della popolazione, riproponendo e riproponendosi un fondamentale interrogativo: riuscirà la classe dirigente irpina a tutelare e salvaguardare il territorio? Certo, la consapevolezza delle molteplici difficoltà da affrontare lungo la strada di una fuoriuscita dall’emergenza rifiuti che non sia mortificante e ingiustamente invasiva, consiglierebbe prudenza. Inoltre ci sarebbe la necessità di fare fronte comune, che allo stato appare una fondamentale condizione preliminare per intavolare una qualsiasi forma di azione che sia seria e credibile. E forse proprio quest’ultima cognizione rappresenta l’elemento d’interesse nell’ultimo tavolo politico in ordine di tempo. Ad Andretta infatti c’erano insieme agli esponenti del Pd capitanati dal segretario Franco Vittoria, numerosi rappresentanti delle altre forze politiche come Frascione e Di Milia dell’Udeur, Festa dei Verdi, Giordano di Sinistra Democratica, Di Costanzo dell’Italia dei Valori, Romano per i Socialisti, Pelullo per Rifondazione Comunista, i sindaci Caruso, Arminio e Salzarulo rispettivamente di Andretta, Bisaccia e Lioni, esponenti sindacali e delegati territoriali del Popolo delle Libertà. Tutti riuniti attorno al tavolo della discussione per provare a scongiurare la ‘minaccia’ di Pero Spaccone. Un secco no alla megadiscarica, ribadito e rilanciato, insieme all’ipotesi alternativa: quella dell’utilizzo di cave dismesse per il trattamento dei rifiuti. Una proposta, già menzionata a suo tempo – tra gli altri – da Enzo De Luca, che da un lato risparmierebbe il Formicoso dal rischio di dissesti ambientali e dagli effetti negativi della presenza di una discarica, e dall’altro fornirebbe un valido strumento alla lotta contro la criminalità organizzata, storicamente legata a queste porzioni di territorio come dimostrano i numerosi sequestri eseguiti, soprattutto nel casertano. E anche nella Provincia di Avellino non mancherebbero siti disponibili al sostanziamento della proposta. Ma sull’ipotesi cave c’è anche chi frena, come il primo cittadino di Bisaccia, Marcello Arminio, che ricorda come l’idea fosse già stata bocciata a suo tempo dal Generale Giannini e che quindi sia necessario prospettare nuove strategie, o Giancarlo Giordano, che insiste sulla provincializzazione, ricordando il tributo eccessivo già pagato in questi anni dall’Irpinia. Tutti d’accordo, invece, sulla compattezza della politica. Tra chi ha parlato di ‘intese trasversali’ sulla questione e chi di strada del confronto e del dialogo, tutti gli esponenti hanno sostanzialmente ammesso l’indispensabile solidità delle Istituzioni per questa battaglia. Solidità che evidentemente dovrebbe coinvolgere anche i parlamentari irpini, primi tra tutti quelli che siedono tra i banchi della maggioranza.

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