Avellino – Senza remore. Senza timori. Senza alcuna mediazione. “Qualcuno mi spieghi perché firmare. Mi faccia comprendere i motivi per i quali dovrei apporre il mio nome alla fine di un documento di dimissioni dalla carica di consigliere comunale”. Il demitiano Nicola Poppa non ci sta e facendo spazio alle sue ragioni, in merito alla rovente questione politica a Piazza del Popolo, alza il tiro contro chi “… ha dettato una imposizione inaccettabile”. E sono molteplici i motivi che porterebbero Poppa a dire ‘no’. In primis la fine del suo mandato nelle vesti di consigliere comunale. “Sono abituato a ragionare sui fatti e a tenermi ben lontano da concetti pre-costruiti. Non posso distruggere i miei quattro anni di modesto lavoro politico. Già con Di Nunno sono stato tra i firmatari di una infausta operazione che forse poteva essere evitata per il bene della città. Non posso rifarlo senza una valida motivazione, non questa volta”. Ma ci sarebbero dei retroscena che non andrebbero sottovalutati. Nei giorni scorsi, il capogruppo dei popolari Basagni avrebbe dato appuntamento a tutti i demitiani presso lo studio del notaio De Vitto per raccogliere le firme necessarie per mandare a casa Galasso. Ma il piano non decollò e all’incontro non furono raccolte le sottoscrizioni utili. “E’ evidente che in tutto questo subbuglio politico – continua Poppa – neanche Ciriaco De Mita non sa come muoversi. Sono consapevole di non essere ‘amato’ dai miei politici di riferimento, come d’altra parte dagli elettori che mi hanno contestato durante la scorsa campagna elettorale dopo aver firmato per lo scioglimento dell’amministrazione Di Nunno. Ma non è plausibile prendere parte ad un progetto politico di questa portata pilotato dall’alto e senza nessuna riunione preliminare. Ribadisco: senza un valido motivo io non firmerò le mie dimissioni e non lascerò il mio posto tra i banchi di Piazza del Popolo”. La questione Comune, stando ai fatti, slitterebbe a settembre. Durante il mese di agosto verranno riannodate le fila di un discorso che si protrae già da alcuni mesi. Decisivo, o meno, sarà il prossimo Consiglio comunale dove, qualora si riuscisse a raccogliere 17 firme, potrà essere presentata una mozione di sfiducia ai danni del primo cittadino Giuseppe Galasso. (mar.ma)
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