Avellino – Dopo la tempesta… la quiete. Almeno apparente. Mentre a Piazza del Popolo circolano nomi su nomi di potenziali e aspiranti primi cittadini, a Palazzo Caracciolo il dopo-De Simone ha generato una fase di stand-by. Una vacanza anticipata per gli esponenti del parlamentino provinciale che adesso, dopo un iniziale disorientamento, dovranno tessere le prime alleanze per la prossima competizione elettorale. Giovanni Colucci, ex vice presidente della Provincia, è vigile sulla questione che ha portato allo scioglimento del Consiglio e rilancia l’operato della De Simone.
Ormai è archiviata la vicenda Provincia. Secondo lei a chi vanno attribuite le maggiori colpe?
“Alla natura dell’uomo e non ad azioni politiche. È venuto meno il senso di responsabilità che ha annullato la solidità dell’amministrazione De Simone. È stata una reazione a catena che ha sbaragliato ogni possibilità di difendere gli interessi sia politici che amministrativi”.
Crede davvero che il centrosinistra irpino sia arrivato al capolinea della propria esperienza?
“La politica ha perso indipendentemente da ogni schieramento. Senza un confronto costruttivo e valido e senza un fronte comune retto da ogni partito è stato quasi naturale arrivare al commissariamento di Palazzo Caracciolo. Adesso bisogna rilanciare il centrosinistra, ferito mortalmente, poi si vedrà”.
Come giudica una possibile ricandidatura di Alberta De Simone alla presidenza della Provincia?
“La gestione della presidente De Simone è stata impeccabile sotto ogni angolatura. Ha portato avanti una lunga attività programmatica che ha ottenuto anche ottimi risultati. Credo che attualmente non esistano altre figure politiche adatte a prendere il suo posto”.
Quali sono, invece, i suoi prossimi impegni politici?
“Al momento ricopro l’incarico di vicesindaco al Comune di Mugnano del Cardinale e sono impegnato su più frangenti per il benessere della mia cittadina. Uscendo da questa sfera, sono pronto a sostenere, se ci sarà, la candidatura della De Simone e dello schieramento presentato”. (mar.ma)
