Sandra Alvino: “Metto in vendita un rene, ma consideratemi donna”

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Sandra Alvino continua la sua battaglia per legalizzare la sua posizione. Il suo desiderio è quello di far ‘sparire’ dai terminali della Polizia le vecchie generalità al maschile. Sandra, nata come Sandro ad Atripalda 63 anni fa, è pronta anche a vendere un rene per avere i soldi per pagare un avvocato che la segua nel suo fine. La provocazione della presidente dell’Associazione italiana transessuali (Ait), divenuta donna a 29 anni, sposata da 25 anni ha raggiunto anche Palazzo Chigi ed in particolare il ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna. “Da 50 anni subisco discriminazioni e ora sono stufa di subire. Vengo definita transessuale, castrata o mutilata. Quando vengo fermata per controlli vengo definita travestito, ex uomo. Non ce la faccio più. Cerco i soldi per pagarmi un legale che combatta con me questa battaglia per cancellare questa discriminazione” – ci ha spiegato la Alvino. “Sono diabetica – ammette la donna – ma i reni sono sani: aiutatemi a riconquistare la dignità, è l’unica cosa che mi resta”. Ma c’è dell’altro. Sandra è stata ‘scartata’ da ogni tipo di indennizzo assistenziale. “Non mi è stata riconosciuta alcuna invalidità – ha affermato – e ovunque vengo ‘scartata’ da impieghi. Io sono una donna a tutti gli effetti”.

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