Provincia: Surroga o dimissioni?: 48 ore decisive tra colpi di scena

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Avellino – Doppia seduta di consiglio. Si parte questa sera alle 18.00. E questa mattina la conferenza stampa della Presidente De Simone alle 11.00. 17 firme avevano sancito – almeno così sembrava – la caduta del governo di Palazzo Caracciolo. Ettore De Conciliis, Giuseppe Solimene, Luigi Cardillo, Giuseppe De Mita, Giuseppe Pacifico, Gaetano Calabrese, Sergio Morella, Arturo Iannaccone, Pasquale Giuditta, Federico Bongo, Franco Di Cecilia, Luigi Vannetiello, Umberto Cammino, Generoso Cresta, Generoso Cusano, Giovanni Cardinale e Mario Canonico – in parole povere l’opposizione più i demitiani – hanno protocollato ieri mattina le dimissioni, immediatamente esecutive, che avrebbero aperto le porte di Palazzo Caracciolo al commissariamento. Ma nel pomeriggio è giunta la sorpresa: al fiele per alcuni, al miele per altri. Un errore di presentazione? Cavilli giuridici e burocratici. Protocollazione non corretta? Sarebbero queste le ancore di salvezza della presidente della Provincia Alberta De Simone giunte direttamente da un parere espresso dal Consiglio di Stato. La probabilità che il caso possa rientrare tra le fattispecie previste nel parere ha determinato un capovolgimento totale della situazione e se si è parlato di caduta dell’Ente Provincia lo si è fatto probabilmente davvero troppo presto. Infatti… Il Consiglio di Stato in merito al quesito con il quale il Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – Direzione Centrale per le autonomie – chiede il parere sulle modalità di presentazione delle dimissioni da consigliere ritiene che “là dove la norma riferisce direttamente l’atto della presentazione delle dimissioni ai ‘membri’ dell’organo assembleare (articolo 141 comma1, n.3, del decreto legislativo n. 267/00) con una espressione la cui portata può essere estesa alla disciplina generale delle dimissioni di cui al comma 8 dell’art. 38 sembra possa ritenersi che la materiale e personale consegna del documento al protocollo da parte dell’interessato (con la connessa identificazione da parte del personale addetto) sia stata individuata dal legislatore come l’unica modalità ammissibile per dare giuridica rilevanza alla volontà di dimettere il mandato, con dimissioni la conseguenza di dover ritenere le dimissioni eventualmente presentate per interposta persona o inoltrate per posta improcedibili e comunque prive di efficacia”. Il parere evidenzia che le dimissioni plurime dei consiglieri finalizzate allo scioglimento del Consiglio devono essere presentate contemporaneamente. Il Cds aggiunge che la più recente giurisprudenza ha avuto modo di precisare va inteso “in senso molto restrittivo” non è sufficiente che la presentazione al protocollo, ove non effettuata in un medesimo atto della metà più uno, sia fatta nello stesso giorno, non occorre invece “che la presentazione degli atti separati sia anch’essa contestuale nel tempo, cioè che avvenga nello stesso momento giuridico inteso, ossia con protocolli caratterizzati dalla stretta sequenza numerica ciò perché si è ritenuto – in tale ottica – che solo la contestualità delle dimissioni in un unico atto ovvero la sostanziale contestualità della protocollazione degli atti separati, contenenti le dimissioni della metà più uno dei membri del Consiglio (comunale o provinciale) risulta idonea a costituire la prova – sorretta da presunzione legale – della volontà concordata e revocabile della maggioranza indicata dalla legge di provocare lo scioglimento del Consiglio stesso”. In funzione di questo parere sono stati molti i contatti con esperti amministrativisti sul “dubbio” evidenziato dalla nota che porterebbe in caso di dimissioni e sfiducia alla surroga dei consiglieri… dimissionari. Il caso è similare, così sembra, a quanto accaduto al comune di Lauro lo scorso anno in seguito alle presunte dimissioni con relativa sfiducia di alcuni consiglieri il sindaco intervenne con la surroga dei dimissionari per non aver eseguito attentamente le modalità di dimissione degli stessi. Se così fosse ci troveremmo di fronte ad un vero e proprio colpo di scena che va ad inserirsi tra una volontà politica espressa e le norme che regolano le modalità di dimissioni dei consiglieri. Saranno cavilli, oppure regole non perfettamente eseguite da parte degli attori della giornata odierna? Il caso Provincia insomma continua a tenere banco e per questa sera in prima convocazione alle ore 18.00 e domani 9 luglio alle ore 19.00 è stato convocato il consiglio provinciale con la surroga dei 17 dimissionari ai quali subentreranno i primi non eletti per appartenenza politica alla data delle elezioni provinciali del 2004. E’ chiaro che si tratta di un nuovo colpo di scena che va ad avvelenare i rapporti ormai sfilacciati tra forze di opposto schieramento.Il dato poltico parla chiaro: la De Simone è stata sfiduciata, ma in politica mai… dire mai. I legami resi più incandescenti dalla lontananza abissale tra i popolari vicini a Ciriaco De Mita e i rappresentanti del centrosinistra rischiano nelle prossime 48 ore, tra conferenze stampa, blitz, interpretazioni giuridiche e non, di diventare estremamente “pericolose” per il prosieguo della politica sull’intero territorio.

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