Ritrovata un’antica villa romana nel cuore del Parco Fluviale

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Paternopoli – Durante i lavori di completamento della strada “Fondovalle Fredane”, fra Paternopoli e Villamaina, dove il letto del fiume Fredane si allarga per versarsi poi nel fiume Calore, sono emersi i resti di una costruzione di epoca romana. La zona interessata dal ritrovamento è denominata Torano di Paternopoli e dal sito si può godere una bellissima vista della valle e del castello del principe di Venosa, Carlo Gesualdo. Alla stessa distanza, ma in direzione opposta, si può invece ammirare il ponte di Annibale, opera di ingegneria romana che serviva a congiungere le due sponde del fiume Calore. In questo luogo giungeva una deviazione della via Appia Antica che partendo da Aeclanum permetteva ai romani di raggiungere l’ara della dea mefite. Ed allora che cosa sono questi resti di muratura romana, fatta di sassi e malta a base di calce, che emergono in contrada Torano di Paternopoli? Potrebbe essere una villa di un ricco romano, devoto della dea mefite ed amante del microclima fluviale. Oppure, potrebbe essere la costruzione di un’antica taverna-locanda con annesso “scarricaturo” e ricovero per carri e cavalli. Quest’ultima ipotesi, a prima vista, è supportata dall’abbondanza di resti di vasellame di grande dimensioni usati per conservare olio vino e grano. Il taglio del terreno eseguito dalle macchine escavatrici della ditta incaricata di eseguire i lavori stradali ha portato alla luce uno strato lungo circa 30 metri ed alto circa 3 metri, ricco di reperti che affiorano dal terreno e che possono essere raccolti anche a mani nude. Moltissimi sono i resti di anfore, tegoloni e vasi di terracotta che affiorano nello spazio delimitato dalle fondazioni in muratura dell’antico manufatto, che si sviluppa in una vasta area che va dalla riva del fiume fino alla vicina collina. Circa dieci anni fa, a meno di un chilometro da qui, in contrada Cesinelle, durante gli scavi per il metanodotto venne alla luce un’antica necropoli. Furono trovate circa 20 sepolture romane dove gli scheletri erano posti in tombe a forma di triangolo, costituite da copponi di terracotta. In una sepoltura di una giovane donna fu rinvenuta una collana di vetro realizzata secondo le tecniche egizie e risalente al secondo-terzo secolo dopo cristo. “La ‘cattiva politica’ – si legge nella nota a firma dei democratici Andrea Forgiane, Raffaele Giusto e Antonio Petruzzo – non si accorge di quanta ricchezza nasconde questo territorio ed alla fine, anche per mancanza di finanziamenti, gli scavi della necropoli si interruppero. Oggi, rischiamo di peggio. Non solo la villa romana non verrà portata alla luce ma neanche la strada “Fondovalle Fredane” che dovrà collegare i comuni di Villamaina e Gesualdo con l’arteria Ofantina sarà realizzata per mancanza di fondi. La strada “Fondovalle Fredane”, appaltata a seguito di un finanziamento, con fondi Por Campania, per un importo di circa tre milioni di euro, dovrebbe servire non solo per l’ampliamento del polo viario dei comuni della Valle dell’Ansanto, ma soprattutto per lo sviluppo integrato delle “Terme di San Teodoro” e del Parco Fluviale”.

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