Atripalda – “Abbiamo il compito di trovare le ragioni per il rilancio della sinistra. Ragioni che non sono scomparse ma che sono più forti che mai”. Così Angelo Giusto nell’introdurre il dibattito dell’Assemblea Provinciale di Sinistra Democratica, tenuta questo pomeriggio presso il Centro Servizi di Atripalda. Un incipit che sintetizza adeguatamente gli argomenti all’ordine del giorno: il superamento definitivo della riflessione post-elettorale, facendo necessariamente tesoro degli errori commessi, e il confronto per l’avvio di una nuova fase per la sinistra. Un nuovo corso che trovi la propria essenza nei valori storici e consolidati, ma che apra obbligatoriamente verso un indispensabile rinnovamento. Un nuovo corso, ancora, che prenda le mosse prima sul piano territoriale poi su quello nazionale (con l’imminente Congresso di Chianciano dei prossimi 27, 28 e 29 giugno), auspicando che segnali positivi verso l’unità arrivino anche dalle altre forze della sinistra. Chiara, in questo senso, la proposta politica: “La ricerca di un’intesa comune per l’edificazione di una costituente che sia reale e tangibile. Dalla crisi non si esce ritornando ciascuno nella nostra piccola bottega”. Lo ha detto il coordinatore provinciale Giancarlo Giordano durante il suo intervento ma lo hanno sottolineato a più riprese tutti coloro che hanno preso la parola. Una partecipazione numerosa e appassionata in sala, con tutti i vertici del movimento politico, e con la presenza di esponenti delle altre forze di sinistra – tra gli altri Gennaro Imbriano del Prc, che ha preso la parola – e del centrosinistra – con una delegazione anche per l’Italia dei Valori. Al tavolo con Giordano, Raffaele Aurisicchio, Angelo Giusto, Michele D’Ambrosio e per la segreteria nazionale, l’ex deputato di Torre del Greco, Arturo Scotto. In platea, tra gli altri, Franco Mazza, Antonio Gengaro, Alessandro Romano, Modestino Valente, Giuseppe Carillo, Giuseppe Moricola, Franco Fiordellisi, Roberto Montefusco, Giuseppe Barrasso.
Appello alla sinistra unita, dunque. Che non passi però per: “Un’aggregazione slegata di partiti – ha avvertito ancora Giordano – come nella scorsa tornata elettorale. Che trovi nel futuro il suo ossigeno, che sappia riconoscere le contraddizioni, che sviluppi adeguato senso critico. Che ricostruisca la sua forza dal basso e che rilanci susseguentemente anche la politica delle alleanze”. Già, le alleanze. Quelle che sono mancate alle ultime elezioni e che inevitabilmente hanno portato al centro del dibattito anche il Pd. Interlocutoria in quest’ottica la posizione di Sd, che se da un lato tende una mano al partito di Veltroni, dall’altro non si esime dall’esprimere scetticismo per l’atteggiamento tenuto sia sul piano nazionale (illusione di poter essere forza ‘autosufficiente’ e opposizione troppo blanda, tra le accuse mosse) che su quello locale (troppo legato ancora alle vecchie logiche ‘malsane’ della politica meridionale). E proprio il piano territoriale ha fornito un ulteriore spunto alla discussione: l’appuntamento elettorale del 2009. Una tappa definita basilare per la rinascita della sinistra e verso la quale puntare nell’immediato con imprescindibile ‘senso pratico’. Parte da qui, fondamentalmente, la prima sfida in Irpinia per la sinistra che verrà.
(di Eddy Tarantino)
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