L’attesa è stata lunga ed estenuante, ma alla fine ne è valsa la pena: Zare Markovski si è ri-presentato ad un pubblico entusiasta in una conferenza stampa fiume che ha contribuito, se mai ce ne fosse stato ulteriore bisogno, ad infiammare gli animi di tutti gli appassionati della palla a spicchi. Innumerevoli gli argomenti toccati, dal budget (“quasi raddoppiato rispetto a quello dello scorso anno” assicura Ercolino) alle nuove sponsorizzazioni che potrebbero affiancare l’Air e i vecchi piccoli contribuenti (tra i nomi più illustri Msc Crociere, Salumi Beretta, Banca di Credito Cooperativo e Banca del Sud) fino ad arrivare alla questione Palasport, sulla quale lo stesso Ercolino ha assicurato: “I lavori partiranno a breve e termineranno verso la fine di agosto, l’Air disputerà tutte le partite di Campionato e di Eurolega in casa”.
Temi importanti che hanno rappresentato il prestigioso contorno di un pomeriggio in cui la star era lui, Zare Markovski, appena tre anni fa marinaio coraggioso di un piccola barchetta chiamata Scandone e ora tornato come capitano di un vascello che viaggia sulle ali dell’entusiasmo verso l’Europa delle grandi. “Questa per me è come una favola – ha esordito Markovski – Avellino ha chiamato, io non ho potuto che rispondere presente”. Un fatto di cuore prima che di testa, tornare in una città in cui il macedone ha lasciato un ricordo indelebile, costruito sulle basi del rispetto e della reciproca amicizia. “Effettivamente per Avellino ho accantonato offerte importanti – ha ammesso Markovski –. A metà maggio mi sono incontrato con i massimi dirigenti dello Zenith San Pietroburgo, proprietari della Gazprom (la più grande compagnia russa ed il maggiore estrattore al mondo di gas naturale, del quale controlla il 16% delle riserve mondiali, ndr) e della squadra di calcio vincitrice della Coppa Uefa. Alla fine ha prevalso Avellino, dove so di vivere un’esperienza diversa rispetto a quelle che hanno caratterizzato i miei ultimi tre anni, ma dove so di trovare un entusiasmo e un amore reciproco che difficilmente troverei da altre parti”. Conoscenza tecnica di alto livello, capacità di gestire il doppio ruolo di allenatore-general manager e non in ultimo l’amore della piazza: sono queste le argomentazioni che hanno spinto il presidente Vincenzo Ercolino a scegliere il macedone come nuovo allenatore della Scandone. “Anche quest’anno – ha dichiarato Ercolino – dimostreremo con i fatti la volontà di affermarci ai vertici del campionato italiano e di portare in alto il nome di Avellino anche in Europa. Ad oggi siamo tra i primi club italiani ad avere i conti in regola e già stiamo lavorando per l’allestimento del roster dell’anno prossimo, per il quale puntiamo sulle conferme di Righetti e Williams oltre che all’inserimento di nuovi elementi scelti unicamente dal nostro nuovo coach”. Bocche semicucite per quel che riguarda il passaggio di Green e Smith al Fenerbache di Boscia Tanjevic, maestro e grande amico di Matteo Boniciolli. “Abbiamo provato a trattenere i ragazzi – ha detto Ercolino – ma alla fine non ci siamo riusciti. Alla base del loro addio, però, non c’è soltanto una motivazione economica, ma anche altre ragioni che è meglio non tirare in ballo”. Fare 2+2, a questo punto, appare elementare, ma gli addii non preoccupano il presidente, che attende ora solo di conoscere quanti e quali saranno gli sponsor che affiancheranno l’Air. “Innanzitutto devo ringraziare chi ci è stato vicino quest’anno e che sarà con noi anche l’anno prossimo – ha affermato il presidente –. Inoltre, abbiamo numerose proposte di sponsorizzazione che valuteremo con attenzione”. Assicurate le presenze di Sarno, Benevento e di tutti gli imprenditori vicini alla squadra lo scorso anno, mentre per gli abbonamenti il presidente rassicura: “Subiranno solo un piccolissimo ritocco verso l’alto e saranno due: uno per il campionato e uno esclusivo per le gare interne di Eurolega”. E proprio nell’ottica del doppio impegno il neo-coach lavora per garantire il massimo equilibrio all’interno dello staff, che vedrà il ritorno di Antonello Nevola al suo interno per gestire principalmente le questioni amministrative. Lasciarsi ammaliare dal fascino della competizione europea, però, potrebbe essere un rischio, come ha spiegato lo stesso Markovski. “L’Eurolega – ha detto – dobbiamo viverla come un premio, come un’occasione e una vetrina. Lo sforzo della squadra, però, deve essere proiettato sul campionato, la domenica. Non dobbiamo dimenticare che squadre come Milano e Bologna lo scorso anno sono riuscite a vincere solo 2 partite su 14 nella massima competizione continentale, e questo la dice lunga sulla difficoltà e i pericoli che potremmo incontrare”. Le novità più attese, comunque, riguardavano il mercato, ma qui Markovski ha preferito non sbilanciarsi, confermando comunque la volontà di allestire un roster lungo, composto da 12 giocatori di valore: “E’ chiaro che gli spot su cui intervenire ora sono quelli di playmaker e ala piccola, visti gli addii di Green e Smith. Ma non possiamo permettere di lanciarci in spese affrettate, dobbiamo vedere come si evolve il mercato, che è sempre imprevedibile, e trovare quei tasselli che messi insieme riescano a funzionare bene. In questa fase sono solo i top club d’ Europa che possono investire nell’acquisto di giocatori di prima fascia. Da parte mia, pur conoscendo la disponibilità del presidente Ercolino e della società, non arriverà mai una richiesta sproporzionata. La prima cosa, per me, è quella di rispettare i patti ed essere sempre chiaro”. Le voci che volevano una fine dell’entusiasmo per la pallacanestro, un crollo di interesse generale che avrebbe portato la scorsa stagione ad essere ricordata solamente come una mosca bianca nella storia biancoverde, trovano una secca smentita nelle parole del duo Ercolino-Markovski, che assicurano in coro: “Massimo impegno e professionalità per la prossima stagione, redistribuzione dei ruoli e serietà in tutti i campi, per il bene di Avellino. Ci sono tutti i presupposti, lavoreremo 24 ore su 24 per fa si che la realtà-Scandone si consolidi e si affermi sempre più”.
(Di Giuseppe Matarazzo)
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