Lioni – Grottaminarda, D’Addesa: “La storia infinita”

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La Lioni – Grottaminarda “una storia infinita”, così come l’ha definita il presidente del Consiglio provinciale Erminio D’Addesa. “In questa consiliatura, che ormai volge al termine, abbiamo ne parlato tante volte ma risultati concreti, ad ora, non se ne vedono.
Nelle stanze del potere napoletano tutto diventa difficile quando si tratta di decidere per l’Irpinia, specialmente in termini di infrastrutture che possono servire, forse, a ‘provocare’ un minimo di sviluppo per la Provincia di Avellino.
In Provincia di Avellino è tutto il sistema di collegamenti che è inesistente ed i ritardi delle istituzioni regionali e nazionali sono sotto gli occhi di tutti.
Da vari decenni si sente parlare della realizzazione della strada di collegamento Contursi-Caianiello ma tutto è quasi come prima.
L’Autostrada Napoli-Bari che attraversa l’Irpinia non è certamente stata un volano di sviluppo per le nostre aree; questo asse viario è servito soltanto a collegare i due mari ma lungo quella direttrice non è sorto niente di positivo.
Una proposta valida sarebbe quella di eliminare il pedaggio autostradale per la tratta afferente al territorio irpino fino a Candela e consentire l’apertura di altre uscite quali quella tra il casello di Vallata e quello di Grottaminarda nel territorio di San Sossio Baronia. Questo casello sarebbe una grande occasione di sviluppo per tante zone dell’Arianese, della Baronia e della Puglia e potrebbe garantire un vero e nuovo benessere per quelle aree.
Senza poi contare che la provincia di Avellino è forse l’unica se non l’unica in Italia a non essere collegata con ferrovia con il resto della nazione. Infatti se si vuole raggiungere Milano, Torino e comunque tutta l’Italia bisogna portarsi, con trasporto su gomma, alle stazioni di Napoli o Foggia o Salerno.
E sull’Alta Velocita e sull’Alta Capacità, ovviamente, si sono fatti tanti convegni anche forse per consentire la passerella ai politici e politicanti di turno; si è scritto tanto mentre la Provincia di Avellino è ferma al museo itinerante della linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio.
Fino a quando durerà questa situazione? Le future generazioni irpine, se nel frattempo non emigrano, avranno mai la possibilità di usufruire di servizi di collegamento, specialmente ferroviario, a livelli accettabili, a livello di cittadini europei?
Da Napoli, oltre all’immondizia oltremodo inquinata, possono mai arrivare cose positive per l’Irpinia?
Anche l’argomento trasporti ci induce a riflettere che in una Regione diversa dalla Campania tutto sarebbe sicuramente più fattibile e più positivo per l’Irpinia”.

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