Ercolino: “L’Avellino alla città, uniti per un progetto importante”

0
185

L’amore per l’Avellino l’ha spinto a farsi avanti. La voglia di non vedere scomparire la squadra della propria terra ha fatto sì che si adoperasse per i colori che la rappresentano. Vincenzo Ercolino, fautore del successo Scandone, è pronto a scommettere nuovamente su se stesso. Lui, l’uomo dal Dna vincente è pronto a rimettersi in gioco per il calcio, per quella che da sempre è la sua prima grande passione. Ma sopratutto l’imprenditore di Mercogliano ha un progetto duraturo, quello che da anni ormai chiede la gente. Sa che riuscire a reggere la barca da solo è una impresa molto difficile e per questo spera nel supporto di quanti seguono i biancoverdi, di quanti non vogliono che i lupi finiscano nel dimenticatoio, di quanti mirano ai 100, di quanti sognano di spegnere le candeline tra quattro anni. Un passo alla volta per il lupo targato Ercolino, la prima manovra ‘salvagente’ è il versamento di quote di 200 euro da parte dei tifosi. Soldi che servirebbero a ripianare una grossa fetta della situazione debitoria in seno alla società di Contrada Archi. “Ho incontrato Massimo Pugliese. Abbiamo discusso della cosa, ma l’operazione non è stata assolutamente concretizzata”. Non sono stati di suo gradimento i termini e il modo con cui è stata comunicata la decisione da parte del sito ufficiale dell’US. Chiusa la parentesi relativa all’episodio antecedente la conferenza, torna subito a parlare del piano per ‘non far morire il pallone’ ai piedi del Partenio. “Non ho i fondi per l’investimento. Sono disposto a gestire la società, a prendere in mano le redini della squadra per quanto concerne i costi stagionali e l’organizzazione. Per riuscire nel mio intento voglio coinvolgere tutta la comunità e le istituzioni. Il modello Barcellona si può fare”. Passione, decisione, volontà di dimostrare all’Italia intera che i successi del Basket non sono frutto del caso o di una stagione indovinata, ma che invece rappresentano la giusta conclusione dopo investimenti, mirati e ragionati: “Io sono convinto che la gente risponderà alla mia proposta. Raggiungere quota 40.000 è possibile. Ci sono tanti tifosi che vivono ancora questa grande fede”. Ed il fatto che lo stadio non sia più quello di una volta, dei bei tempi nella massima serie, quando le gradinate erano piene in ogni ordine di posto, non lo spaventa. Anzi, lo carica ulteriormente: “È vero che i numeri dicono che i tifosi sono in calo, ma è pur vero che in questa terra si vive di calcio. Conosco tante gente che vuole bene alla società e che sarebbe pronta ad aiutarla. Ho riempito il Palazzetto quando nessuno ci credeva, non credo di non poterlo fare con il Partenio”. Ripetere le imprese della palla a spicchi si può: “Non è mia intenzione dissanguarmi o investire le mie poche risorse completamente in questa avventura. Sono due anni che non lavoro in città. Con un contributo da parte di tutti, con una ricevuta notarile è possibile. Racimolando una cifra di 7-8 milioni di euro. Soldi che servirebbero come copertura parziale dei debiti e che consentirebbero a quanti interverranno di avere l’abbonamento gratis. Questo è il punto centrale del programma che ho illustrato anche a Massimo Pugliese”. Chiarisce di non aver ancora visto i bilanci del club, di non essere ancora a conoscenza di quali sono le reali condizioni patrimoniali dell’US Avellino: “Non ho ancora visionato nulla, come erroneamente affermato dall’attuale proprietà nella nota emanata. Per esaminare i conti ci vuole tempo. Non credo che sia possibile farlo in poche ore ed io non sono di certo il Padreterno”. Nonostante ciò, rassicura i tifosi sulla vicenda azioni, dando ad intendere che a breve -secondo quanto espresso dall’attuale Amministratore Unico nell’incontro – ci sarà lo sblocco della quota attualmente in mano al Tribunale di Salerno: “Massimo a parole mi ha assicurato che la società sarà tutta nelle mani di chi la prenderà”. Un dubbio sorge sul buco nei conti: “Sappiamo che il passivo è di nove milioni e ottocentomila euro, in merito però io mi sono posto una domanda: chi sono i creditori? Ho passato la notte a pensarci. Non posso parlare di situazione ingarbugliata perchè i documenti non sono in mio possesso. Insieme però possiamo farcela. I soldi qualora la cosa non dovesse concretizzarsi verranno restituiti. Noi proviamo ad acquistare l’Avellino, il tempo stringe, ma siamo fiduciosi”. Ci tiene a puntualizzare come fa da sempre che vuole essere da solo alla guida, pur rinunciando alla carica di presidente: “Voglio lavorare da solo. Le società a me sono piaciute sempre a numero dispari inferiore a tre, mettere altre teste in questa idea significherebbe ingarbugliare ulteriormente le cose. C’è la buona volontà da parte dei miei amici, ma qualora decidessero di intervenire, io prenderei soltanto una quota minima. Al momento, ripeto, non c’è alcun accordo. Io ho una idea, ma per portarla a termine ci vuole qualche giorno”. Fa un passo indietro e torna sul comunicato di ieri: “Non credo che ci sia stata la volontà dei Pugliese di scrollarsi la patata bollente di dosso. Anche perchè per l’iscrizione al campionato ci vogliono 200mila euro. Per raggiungere i 4 milioni ci sono altre cose. Sono amico di Massimo Pugliese, credo alle sue parole. È anche vero, come è giusto che sia, che devo far vedere le carte ai miei commercialisti, ai miei esperti per capire il da farsi. Io non ho le capacità di immettere denaro”. Tempi ristretti per fare iniziare un nuovo ciclo in casa Avellino. Al termine del mese si dovranno presentare i dovuti incartamenti per l’affiliazione al torneo di terza serie: “Ci sono pochi giorni per attuare tutto, perchè entro il 27 la squadra deve essere iscritta al torneo”. Crede nel possibile ripescaggio in cadetteria viste le vicende che stanno attanagliando Treviso e Messina, con i peloritani in una quasi irreversibile crisi economica e con la seria possibilità quindi che per i lupi si spalanchino nuovamente le porte della serie cadetta: “Da tifoso, da accanito che vive una passione, dico che ci sono serie possibilità che si riesca a rimanere nella seconda serie nazionale. È una novità importante. Essere ripescati sarebbe qualcosa di eccezionale”. L’eventuale riammissione trai cadetti darebbe fiato anche alle casse: “Significherebbe un minor numero di investimenti e non è cosa da poco”. I Pugliese usciranno definitivamente di scena: “Sicuramente. Bisogna cambiare totalmente. Il presidente verrà fuori da una votazione, io non voglio nessun merito prima di aver raggiunto i traguardi. Non è nel mio stile”. Non parla di squadra, di staff, che al momento sono il suo ultimo pensiero: “Adesso dobbiamo solo vedere se con le nostre forze possiamo risolvere il problema. Io finché non parto non voglio vedere i documenti. Andare in guerra senza le armi non mi sembra giusto. Se possiamo ottemperare a tutto andiamo avanti. Mi affiderò al mio notaio per partire”. Non vuole sentire parlare di fallimento: “Pugliese non lo farà”. Nessun disimpegno dall’Air: “Nel mondo delle costruzioni ho più società, posso fare lo stesso con lo sport. Voglio un gemellaggio trai tifosi del calcio e quelli del Basket. Avellino c’è e lo dimostreremo a tutta Italia. Non commetterò errori: se salirò al vertice darò il massimo per la mia città. Il nostro obiettivo è una gestione pulita. Sono abituato a fare bella figura, voglio vincere e mi sento male quando accade il contrario”. Su un possibile nuovo incontro: “Se il primo punto verrà sviluppato andremo avanti. L’Avellino deve essere di tutti, io voglio essere solo un raccordo. Potremo essere tutti azionisti. Con una idea seria il terreno di gioco diventerà piccolo. I tifosi non sono morti”. Per ora la vicenda si ferma qui, aspettiamo sviluppi nei prossimi giorni.
(di Sabino Giannattasio)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here