Pd: lavori in corso. De Luca: “Fuori chi ha un piede in due scarpe”

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Avellino – Il Pd irpino resta alla ricerca della sua identità. E’ questo quello che è emerso ancora oggi durante l’incontro presso l’auditorium della scuola media ‘Solimena’ di Viale Italia. L’appuntamento promosso da Francesco Todisco e intitolato “Idee, passioni e progetti per la costruzione del Partito democratico in provincia di Avellino”, ha visto la partecipazione e gli interventi di numerosi esponenti del soggetto politico, oltre che di simpatizzanti e cittadini. Al tavolo dei lavori con Todisco, che ha introdotto il dibattito, i numeri uno di Piazza del Popolo e Palazzo Caracciolo Giuseppe Galasso e Alberta De Simone, Enzo De Luca e Luigi Anzalone. In sala, tra gli altri, Raffaele De Stefano, Franco Maselli, Enzo Venezia, Gerardo Adiglietti, Vanni Chieffo, Fabio Minichiello, Guido D’Avanzo, Stefano La Verde, Amalio Santoro e Antonio Genovese.
Ricerca della propria identità, si diceva. Un obiettivo definito come “fondamentale”, o meglio “vitale”, in vista non solo del congresso partitico di giugno ma anche rivolgendo uno sguardo al quadro politico nazionale, che ha permeato seppur con diverse sfumature, gli interventi (numerosi) di un pò tutti i presenti. A cominciare proprio dal ‘padrone di casa’, per così dire: “Avvertiamo grave preoccupazione in questa fase costituenda sull’idea che la gente possa essersi fatta delle nostre dinamiche operative – ha dichiarato Francesco Todisco – Dobbiamo ribadire una volta per tutte che il Pd non si forma nelle ‘stanze buie’ ma la sua edificazione deve passare necessariamente per la trasparenza e la solarità. Si al confronto, e anche allo scontro, se è sugli argomenti, ma tutto deve avvenire alla luce del giorno”. E in questo senso il consigliere comunale ha insistito sul tema, condannando chi: “cristallizza posizioni sulla scorta di un’ vecchio orgoglio politico’ desueto e sostanzialmente strumentale al riempimento di caselle.. Siamo tutti orgogliosi della nostra storia – ha sottolineato – ma il Pd è un’altra cosa”. Rinnovamento, insomma. Un termine che accompagna il soggetto politico dalla sua nascita e che passa non solo per una nuova visione, ma anche e soprattutto per l’abbandono delle vecchie logiche politiche che hanno fatto la ‘storia buia’ dell’Italia e la sconfitta del meridione, come ha ricordato qualcuno in sala. Senso di partecipazione da subito e reale, e recupero del ruolo dell’assemblea provinciale: questi i due aspetti su cui Todisco infine si è focalizzato, affrontando le questioni contingenti e cioè l’avvicinamento della fase congressuale. Sulla stessa lunghezza d’onda Raffaele De Stefano: “Serve un partito di popolo, il tempo dei ‘magnifici’ è finito”. E anche Alberta De Simone: “Dobbiamo passare da un partito annunciato ad uno vero. E per farlo ci vuole una forte idea di rinnovamento alla base, che deve sfociare in un unitario quadro di valori”. Di compattezza d’idee della compagine ha parlato anche il sindaco Galasso che ha manifestato il suo assenso per la scelta ravvicinata dei lavori congressuali. “Chiudiamo con le polemiche del passato – ha detto nel suo intervento – e voltiamo pagina. Il congresso non dovrà essere celebrato sui numeri ma sulle proposte”. In merito alla direzione da intraprendere è intervenuto Luigi Anzalone che ha chiesto a De Luca e alla presidente provinciale Vanda Grassi di fare chiarezza il prima possibile. “Definire valori e principi ispiratori del Pd – ha dichiarato – è la condicio sine qua non. Abbandonare definitivamente le vecchie logiche clientelari e opportunistiche della classe dirigente politica è la sfida”. Infine le conclusioni affidate al Senatore De Luca, che ha riaffermato i concetti di unitarietà e di progetto condiviso. “Chi non è convinto del Pd – ha precisato – farebbe meglio a scegliere un’altra strada piuttosto che stare con un piede in due scarpe”.
Le questioni sul tavolo restano dunque queste, amplificate anche dalle vicende ammnistrative cittadine e provinciali sulle quali sono inevitabilmente puntati gli occhi di chi vive in seno al Pd ma anche di chi ne è fuori… Riuscirà la forza di centrosinistra in Irpinia ad acquisire quell’identità univoca, coerente e credibile tanto agognata e richiesta a gran voce? La risposta all’interrogativo è riposta nel Congresso ormai alle porte e negli sviluppi delle vicende che interessano i maggiori Enti ad iniziare dal Comune Capoluogo e dall’Ente Provincia. Bisogna solo attendere le scelte e i comportamenti conseguenziali. (di Eddy Tarantino)

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