Udc: “Da MpA attacchi strumentali”. E su Ariano si attendono segnali

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“Il percorso e l’esperienza politico-amministrativa intrapresi con l’Udc a partire dalle elezioni del 2004 devono ritenersi conclusi nell’interesse della città”. Il documento sottoscritto da Forza Italia, Popolari per Ariano, An e Circolo della Libertà è preludio all’inaspettato divorzio tra i partiti della maggioranza Gambacorta e l’Udc. La miccia sarebbe stata innescata dalla presa di posizione di due esponenti dell’Unione di Centro, l’assessore Raffaele Li Pizzi e il consigliere Antonio Savino, in disaccordo con la linea politica adottata dal partito. Dal canto loro, le forze di centrodestra hanno rimandato al mittente le accuse, sottolineando nel documento “l’ambiguità mostrata dall’Udc e l’atteggiamento di alcuni esponenti locali del partito in contrasto con il progetto politico e amministrativo del comune arianese”. E se da una parte la maggioranza mostra la chiara intenzione di intraprendere un nuovo camminino senza l’Udc, specie in vista delle prossime amministrative, dall’altra il segretario provinciale dello scudo crociato, Angelo D’Amelio, ostenta un certo ottimismo. Ricucire lo strappo è ancora possibile? “E’ necessario aprire un tavolo di discussione per capire l’effettiva portata della controversia e verificare se ci sia la volontà di tutti di concludere il mandato insieme. Confido in segnali repentini, prima di atti che potrebbero compromettere irrimediabilmente la stabilità della coalizione”. Spiegazioni in vista (e prima del Consiglio comunale di martedì) anche con i due ‘dissidenti’. “Attendo di chiarire, in un clima di assoluta civiltà, questa dichiarazione di indipendenza”. Insomma, momenti duri per l’Udc, bersagliato in queste ore dal Movimento per l’Autonomia. “Da convinti oppositori a fedeli assistenti di Ciriaco De Mita”: all’accusa lanciata dalla segreteria provinciale, D’Amelio ribatte: “Un attacco strumentale. Noi non andiamo a sindacare in casa degli altri”. Fatto sta che il movimento guidato da Arturo Iannaccone ha chiesto che il prossimo interpartitico di centrodestra prenda atto della situazione, soprattutto dopo i recenti fatti di Comune e Provincia. “Non abbiamo avanzato nessuna richiesta rispetto agli assetti delle maggioranze – continua – solo ed esclusivamente sollecitato un maggiore confronto sulle questioni in Consiglio. Tuttavia, ritengo opportuno evidenziare il differente percorso seguito dall’Udc e dai popolari per l’Unione di Centro”. Identità distinte, insomma, che cercano la definitiva sintesi nella Costituente di centro. “E’ solo questione di tempo” – chiude D’Amelio. (mari.mo)

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