La stagione dell’Air giunge al capolinea. Grazie a tutti

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Finisce con un ultimo grande sussulto la favolosa stagione dell’Air. Ancora tante emozioni regalate da chi quest’anno è andato ben oltre ogni pronostico e auspicio, portando per la prima volta nella sua storia Avellino sul tetto d’Italia e alle porte dell’Europa delle grandissime. La finale scudetto sarà quella attesa da tutti, Siena–Roma, con i capitolini vittoriosi 3 a 0 contro la Scandone. Una Scandone che però non ha nulla da recriminare, nulla da rimproverarsi. Le rotazioni, l’esperienza e la maggiore ‘benzina’ hanno premiato gli uomini di Repesa, ma questo nulla toglie alla gloriosa stagione dei biancoverdi.
77-70
lo score al termine dei 40 minuti, con l’Air autrice di una grandissima rimonta finale che non è bastata per compiere quella che sarebbe stata l’ennesima impresa del campionato 2007/2008. Nell’ultimo quarto di Green e compagni c’è tutto ciò che ha contraddistinto la squadra di patron Ercolino in quest’annata: grinta, cuore, voglia di non mollare e tanto, tanto entusiasmo. Un entusiasmo che ha contagiato una provincia intera, che già sogna ad occhi aperti quello che verrà dopo l’estate e che attende fremendo l’inizio della prossima stagione, con tanti sogni nel cassetto e desideri da realizzare.
Il Miracolo Avellino ha regalato alla città una Coppa Italia e una partecipazione al massimo campionato europeo, meritando punto per punto ogni singola vittoria maturata sui campi più difficili e prestigiosi d’Italia, da Treviso a Cantù, da Pesaro a Bologna. E il Miracolo Avellino non è il risultato di una ‘scommessa azzeccata’, o perlomeno non solo: è la summa di tante componenti che hanno lavorato in maniera sinergica e seria per un unico obiettivo. Dal presidente Ercolino a coach Matteo Boniciolli, a cui l’intera provincia non potrà che dire ‘grazie’ per i prossimi mille anni a venire, uomo pieno di spigolature ma uomo vero, che ha sempre creduto nel lavoro e nella serietà etica e professionale come unico viatico per fare bene e dinanzi al quale bisogna solamente togliersi il cappello per quello che è riuscito a costruire; dall’esperienza, la passione e il genio di Tonino Zorzi all’amore alla volontà alle competenze di Gianluca De Gennaro: tutti hanno lavorato con solo obiettivo bene in mente, il successo della Scandone. Missione compiuta in pieno, grazie anche a chi, sul campo, è chiamato a ‘mettere la palla nella canestra’, i giocatori.
Talenti immensi come quelli di Green e Smith, che difficilmente ammireremo ad Avellino anche l’anno prossimo e per le quali sono pronte le cifre a sei zeri dei più blasonati club europei, accompagnati dalla potenza di Williams, il barometro della squadra, e dalla classe senza tempo di gente come Righetti e Radulovic. Non è solo l’Avellino delle stelle. Anche stasera, in quello che è stato il canto del cigno della squadra, i ‘gregari’ hanno fatto capire cosa vuol dire giocare di squadra e per la squadra, con uno stratosferico Lisicky che si è dimostrato per l’ennesima volta atleta, uomo e professionista un giro avanti a tutto e tutti. Il suo spirito gioviale e la sua etica del lavoro sono la personificazione di un team che, obiettivamente, sarà difficile tornare a costruire, e non è solo una questione di soldi. Perché ci sono valori e modi di fare che non si comprano neanche con le disponibilità pecuniarie del Cska Mosca. Quei valori e quello spirito che hanno permesso alla Scandone di arrivare dov’è arrivata e di recuperare, sotto di 26 punti, fino al -7 finale. La bomba sputata dal ferro di Green poteva regalare l’ultimo brivido a tutti quelli che erano davanti alla Tv e agli oltre mille presenti al “Palalottomatica”, ma il volo di Hawkins (con conseguente gioco da tre punti che ha chiuso la partita) ha riportato tutti con i piedi per terra. Troppo forte questa Roma per i biancoverdi (eppure sarebbe curiosità di molti vedere come andrebbe a finire la serie con un Righetti in più…) che però hanno potuto fare i conti con una vera squadra di prima fascia, il termine di paragone prossimo venturo per chi, come la società di Piazza Libertà, mira a competere ad alto livello. Con un progetto serio, un roster da completare con 12 uomini tutti possibili titolari, un parco giovani da valorizzare (a proposito, un grosso applauso a Pasquale Paolisso e a chi lo ha allenato in quest’anno, ha giocato una gran partita e i 10 punti segnati sono tutti sudati e conquistati, davvero complimenti sinceri) e una società da completare con nuovi sponsor e nuovi innesti Avellino può davvero aprire un ciclo importante.
Alla fine di quella che è l’ultima partita della stagione a tutti, dai tifosi, ai media, alle Istituzioni, ai giornalisti non resta che dedicare un enorme grazie a tutti coloro che hanno contribuito a costruire questo carrozzone di emozioni chiamato Scandone Avellino.
(di Giuseppe Matarazzo)

Lottomatica Virtus Roma: Giachetti, Aradori 6, Fucka 6, Tonolli 5, Jaaber 11, Stefansson 3, Lorbek 10, Hawkins 10, Crosariol, De La Fuente 9, Gabini 5, Ukic 12. All: Repesa
Air Scandone Avellino: Green 9, Radulovic, Smith 17, Sakellariou, Righetti, Cavaliero 3, Lisicky 24, Paolisso 10, Napodano, Williams 4, Burlacu 3, Campbell. All: Boniciolli

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