Calcio – Lupi: che sarà sarà… alla fine tutto da ricostruire

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A prescindere da come andrà a finire – e si spera ancora nella salvezza dell’Avellino – sarà tutto da ricostruire. In organico pochi gli elementi di proprietà, un gruppo da rifondare quasi totalmente in una malaugurata retrocessione in C, una situazione di sicuro molto più disastrata degli altri anni: il team è privo di una solidissima base su cui poggiarsi e gli elementi che saranno ufficialmente ancora della società irpina – in caso di ritorno nella terza serie nazionale – difficilmente ne continuerebbero a far parte. Il lavoro maniacale e certosino fatto da Lucchesi e dai suoi collaboratori, da Crespini, da Benassi e da qualche altro che forse ci sfuggirà, dal buon Scarafoni, ‘scappato’ dopo pochi mesi, dalla sfilza di direttori a cui si è aggiunto anche Giuffrè – di cui si conosce soltanto l’esistenza -, non ha prodotto i frutti sperati. Ricordarli tutti è molto difficile. Un plotone che ha venduto con velocità tutto quello che era possibile ‘cedere’ e messo in piedi una rosa fatta di prestiti, comproprietà e pochi contratti a lungo termine. Sono infatti soltanto otto gli elementi che i lupi avranno sicuramente all’interno del loro organico al termine della stagione: Gragnaniello, Sirignano (anche se il difensore nolano il prossimo anno andrà nuovamente in scadenza se non verrà rinnovata una clausola il 20 maggio), Porcari, Stella, Defendi e Corallo. Diverso il destino di Kenesei e Nardini: i due hanno un’opzione per il rinnovo, fattore che però dipenderà esclusivamente dalla volontà della dirigenza in quanto i due percepiscono uno stipendio piuttosto elevato. Con loro rimarranno all’ombra del Partenio anche Golino, De Marco e Matarazzo. Problemi per i Forani, in attesa di un contratto professionistico per proseguire la propria avventura all’ombra del Partenio. Cipriani, Peonessa e Della Rocca torneranno al Bologna, Cherubin invece rientrerà alla Reggina. Stesso discorso per Di Cecco, la cui metà è stata ceduta al Chievo in cambio della comproprietà di Mengoni. Compartecipazione anche per Carbone sempre con i clivensi, Salgado con il Foggia, Sestu con il Treviso, Pellicori con il Cesena e Maietta con il Crotone (per cui però si andrà alle buste). Un solo anno per Conticchio, Pantanelli, De Angelis, Anastasi. Tutti liberi di accasarsi altrove. Da definire la situazione di Tombesi giunto dal Parma con la formula della cessione momentanea dei diritti di prestazione, che potrebbero tramutarsi in comproprietà al termine del torneo. Di rientro da Gela invece l’attaccante Ragosta, ceduto a titolo temporaneo e che tornerà alla casa madre. Il tanto decantato progetto giovani, gridato ai quattro venti da Lucchesi, dall’uomo che aveva lavorato con Fiorentina e Roma, da un dirigente di ‘spessore’, in realtà non c’è. Al termine della stagione, a prescindere dalla permanenza o meno di Pugliese, si rischia di rimanere con un pugno di mosche. Per questo è importante provare a non perdere la categoria. Perché così facendo nelle casse societarie qualcosina potrebbe entrare e perché giocatori come Pellicori e Di Cecco, che stanno lottando sempre e comunque, potrebbero vestire ancora la casacca biancoverde, visto che in caso di raggiungimento dell’obiettivo avrebbero la volontà di continuare a giocare in Campania. Fatto sta che il gran lavoro dell’esperto giunto dalla Toscana è questo. Come Fedele ingaggiarlo potrebbe non essere stata una mossa azzeccata. Ma probabilmente il primo sbaglio, quello che sta pesando più di tutti, è stato lasciar andare il suo predecessore, Francesco Maglione. Mestierante del calcio, non in cerca di titoli e di onori, ha ottenuto l’ennesimo successo a Benevento. Ma soprattutto quest’anno non c’è stato uno, un solo elemento della società vicino allo spogliatoio, pronto a rimettere insieme i cocci nei momenti difficili, a tirare sù una squadra giovane, di qualità, che avrebbe potuto fare la sua discreta figura. Con un carattere più forte, con quella cattiveria agonistica che il più delle volte è mancata. Purtroppo è così, è difficile, molto difficile. Sognare però non costa nulla e l’augurio è che i titoli di coda vengano preceduti dal lieto fine.
(di Sabino Giannattasio)

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