Cervinara – Mancanza d’acqua a Castello: si pensa ad azioni incisive

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Cervinara – Ancora disagi e ancora proteste per la penuria di acqua nella Frazione Castello. Un’altra settimana è trascorsa senza novità e ora non sanno veramente più cosa fare gli oltre 1.000 abitanti della parte alta di Cervinara, per cercare di risolvere questo annoso problema che necessiterebbe di un radicale intervento di natura tecnica. L’Alto Calore ed il Comune di Cervinara sembra facciano orecchie da mercante ed i cittadini, esasperati, stanno valutando forme di proteste molto più incisive. Eppure la soluzione del problema non è affatto insormontabile, basta che Alto Calore e Comune di Cervinara, ognuno per la sua competenza, decidano di intervenire e risolverlo. Basta un intervento di natura tecnica che porti più acqua nel serbatoio – di giorno in giorno sempre più scarso – del vecchio acquedotto Castello, attraverso la condotta già esistente, che lo collega al serbatoio di Via S. Rocco. Rete di collegamento che è in condizioni pietose. Ma sono in molti a chiedersi perché sia l’Alto Calore che il Comune di Cervinara, che dovrebbe essere in prima linea sulla questione, siano clamorosamente ‘latitanti’. Interessata dagli eventi alluvionali del dicembre 99, la Frazione Castello vive in attesa di interventi decisi di riqualificazione, sia per quanto riguarda i servizi essenziali, che per quanto attiene l’assetto urbanistico e idrogeologico del territorio a ridosso della montagna. Il problema dell’acqua altro non è che l’emblema di una condizione di disagio e abbandono che soprattutto in questi ultimi anni la storica frazione di Cervinara ha dovuto subire. Ed ecco quindi che anche il carattere schivo e tranquillo del tipico abitante di Castello si ribella. Si parla di denunce alla Procura della Repubblica, per accertare eventuali responsabilità, si parla di raccolta di firme da inviare a tutte le istituzioni. Ma monta anche la rabbia, la stessa che alcuni anni fa portò all’insano gesto di arrivare a rompere addirittura la condotta all’altezza del torrente Castello. Preso atto della latitanza del Comune tutti si chiedono dove è finito il tanto reclamato nuovo corso dell’Alto Calore?

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