L’Asl Avellino 2 scende in campo per la prevenzione della Tubercolosi, organizzando un corso di aggiornamento per la patologia: la giornata di studio si svolgerà sabato 19 aprile 2008, con inizio alle 8.30, presso l’Aula Magna del Centro di Riabilitazione “Australia”, in contrada Amoretta ad Avellino. Sono previsti gli interventi delle dottoresse Maria Antonietta Ferrara, Rosa Lambertino, Anna Farro, Giuseppina Marinelli, e dei dottori Gaetano Morrone, Giorgio Napolitano, Luciano Gualdieri. Nel corso dell’evento formativo, che sarà diviso in due sessioni, si analizzeranno le seguenti tematiche: l’epidemiologia riguardante la tubercolosi in Campania; la sorveglianza e il controllo della malattia; un caso di tubercolosi polmonare in comunità, gestione del caso e attuazione dello screening; tubercolosi ed immigrati; le strategie di sorveglianza della malattia tubercolare; il sistema informativo delle malattie; la segnalazione e la notifica di un caso di tubercolosi; i criteri di validazione. Ai partecipanti, inoltre, saranno somministrati una serie di questionari di valutazione e di apprendimento.
Che cosa è la Tubercolosi: è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycohacterium tuberculosis. Il contagio può avvenire tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli, anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni e sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15 per cento delle persone infettate dal batterio sviluppa la malattia nel corso della sua vita. Un individuo malato, però, se non è sottoposto a cure adeguate, può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone. La tubercolosi, nonostante sia una malattia prevenibile e curabile, costituisce oggi una delle emergenze sanitarie più drammatiche, tanto da essere stata dichiarata emergenza globale nel 1993 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’enorme carico sanitario, economico e sociale. La tubercolosi è, infatti, ancora trattata con strumenti diagnostici e farmaci di vecchia concezione, mentre una diagnosi precoce e l’uso di trattamenti adeguati e innovativi potrebbe incidere significativamente sulla riduzione della malattia.
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