Avellino – De Luca: “Non ci sono più padroni”

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Avellino – Cala il sipario anche sulla campagna elettorale del Pd. Una chiusura con il botto, dialetticamente parlando, che non ha risparmiato affondi da destra… a centro. Sul palco allestito a Piazza Castello la coordinatrice provinciale del Partito Democratico, Vanda Grassi, il sindaco di Avellino, Pino Galasso, e i candidati Enzo De Luca, Franco Maselli, Emiliana Mannese, Donatella Martino, Michele Marzullo e Franco Arminio. Visibilmente emozionato, Enzo De Luca ha esordito ringraziando i compagni di viaggio di questo tour elettorale e in particolar modo l’appoggio silenzioso di “un’esclusa”: Rosetta D’Amelio. “Dimostrazione – ha precisato – di impegno e coerenza. Nonostante sia stata lasciata fuori dalla corsa al Parlamento (decisione che non condivido) e dopo aver, insieme al sottoscritto, rimesso il suo mandato di assessore regionale, è rimasta nel Pd a differenza degli altri, difendendo quel progetto che avevamo abbracciato”. “Questa è la 119esima tappa di un percorso che ha attraversato in lungo e in largo non solo l’Irpinia, ma le storie dell’Irpinia. Un cammino che si è contraddistinto dai ‘soliti’ comizi per la capacità di ascolto, dialogo e partecipazione”. Una scommessa vinta, dice De Luca, perché condivisa. “Il Pd è una straordinaria occasione nel contesto di una politica in crisi. È riuscito in quel miracolo (citando Mancino) di riannodare il filo spezzato tra cittadini e istituzioni. Noi siamo candidati insieme a voi. Il nostro compito è quello di prestare servizio ad un’idea, ad un progetto, ad una cultura e ad una comunità da difendere. Stiamo facendo campagna elettorale per eleggere un Governo: votiamo per il futuro del Paese, non per il proprio paese”. Un Pd in crescita, quello disegnato da De Luca, che fa leva sul risveglio delle coscienze comuni. “Non si fa politica per se stessi, ma per gli altri. Siamo tutti legati ad un progetto, non alle persone (che hanno vissuto il loro tempo e la loro storia). Oggi la gente ha colto questa differenza ed è nostro compito dare risposte a tutti i segmenti della società, nella quale il cittadino è arbitro. È maturata finalmente quella coscienza civile all’interno di un’alternanza di governo, che Moro definiva democratica. Altro che contenitori. Qualcuno voleva liberare la provincia dal ‘tirannello’…abbiamo visto tutti com’è andata a finire. Ha trascinato con sé mari e monti per la causa Pd… per dire poi ‘abbiamo scherzato’. Noi abbiamo recuperato la nostra identità. Il Pd è l’unica forza che fonde la storia del passato con quella tutta da costruire del futuro. È un solo grande partito contro un carrozzone di simboli”. E alle provocazioni replica: “Non rispondo a irresponsabili insulti. Preferisco reagire”. Tuttavia il candidato numero quattro al Senato non si lascia sfuggire l’occasione di zittire qualche diretto concorrente. “Chi alza la voce probabilmente è disperato. Noi non lo siamo”. E “a qualche rappresentante senza rappresentanza che va dicendo ‘più parla, più voti ci porta’, dico… il tempo è galantuomo: il mio parlare ci ha fatto già vincere”. Infine sul rapporto politica-istituzioni: “La Regione ha realizzato leggi strutturali (sicurezza sui luoghi di lavoro, protocollo di legalità contro la criminalità, etc.) che intendono consegnare alla Campania e ai campani un futuro migliore. Tanto è stato fatto e sta facendo anche il Comune di Avellino con Pino Galasso che con coerenza porta avanti numerosi progetti alla luce del sole. A chi gli ‘intima’ di essere super partes dico: Galasso è stato eletto”. E alla folla: “Non fatevi minacciare. Non ci sono più padroni. La politica è speranza… ma soprattutto la politica è di tutti”. (di Marianna Morante)

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