La Tobar a Bertinotti: “Io, extracomunitaria che non posso votare”

0
174

Dopo il convegno di Napoli che ha visto Fausto Bertinotti assoluto protagonista, la segretaria cittadina del Prc Solofra, Amalia Hilda Tobar, ha scritto una lettera di proprio pugno al candidato premier della Sinistra Arcobaleno. Al centro della missiva l’impossibilità che lei, come altri immigrati presenti da anni sul suolo cittadino (è in Italia da circa 22 anni), di votare e di partecipare di conseguenza alla crescita e allo sviluppo del cammino politico del paese.
Questa la lettera:
“Caro compagno Fausto, sono una compagna che ieri sera era presente in Piazza Dante a Napoli e per l’ennesima volta ho sperato e sognato, ascoltando le tue parole. Il mio nome è Amalia Hilda Tobar, sono arrivata in Italia nel 1986 in fuga dalla miseria lasciata dall’ ultima dittatura argentina, avevo 7 anni; oggi ne ho 29 e sono segretaria del Prc “25 Aprile” di Solofra (Av), mi sono impegnata in maniera assidua in questa campagna elettorale perché credo nel progetto di una sinistra unita come unica salvezza della politica italiana. Eppure non posso nasconderti che sono un po’ delusa perché anche quest’ anno non potrò votare poiché, nonostante siano passati 22 anni, continuo ad essere extracomunitaria e sono costretta ogni anno a rinnovare il permesso di soggiorno. Ieri sera ti ho fermato per dirti queste cose, ma la situazione ha fatto sì che tu mi ascoltassi frettolosamente, perciò, compagno Fausto, ti scrivo per chiederti un serio impegno della Sinistra l’ Arcobaleno per risolvere tante, troppe, situazioni come la mia. Ritengo assurdo che, essendo vissuta praticamente da sempre in Italia, io abbia diritto ai doveri e poco ai diritti, compreso quello del voto, visto che anche gli immigrati residenti sul suolo italiano pagano le tasse e subiscono le leggi di questo Stato al pari di tutti i cittadini italiani. Se mi rivolgo a te, compagno Fausto, è perché faccio una scelta di parte, almeno nei principi; giorni fa lo dicevo nel corso di un comizio tenuto nella mia città. Scelgo la Sinistra l’ Arcobaleno perché figlia e sorella di operai, nipote di un contadino ed un minatore, perché la mia venuta in Italia è il risultato delle manovre capitalistiche fatte dagli Stati Uniti nel Sud America a discapito dei tanti che come me sono stranieri sia in patria che nel paese d’ adozione. Mio padre è stato prigioniero nello Stato Nazionale di Santiago del Cile sotto il colpo di stato di Pinochet ed è fuggito in Argentina dove ha trovato Videla; ed eccomi qua, piena di rabbia e voglia di riscossa, eppure , sempre incapace di agire anche solo attraverso il voto a causa di leggi che ritengo assurde e xenofobe”. Amalia, stanca e delusa, conclude: “Caro compagno Fausto, anche gli immigrati extracomunitari hanno diritto di veder spuntare l’ Arcobaleno”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here