Consorzio Ufita: l’intervento di Coldiretti, Cia e Confagricolta

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Coldiretti, Cia e Confagricoltura lanciano un forte allarme “per le difficoltà in cui versa il Consorzio di Bonifica dell’Ufita”. “Il Consorzio – spiegano in una nota – assicura da anni sviluppo e manutenzione della risorsa idrica, provvedendo a crescenti programmi di irrigazione di terreni altrimenti asciutti e alla tenuta idro-geologica di colline e invasi a servizio di ben tre province e due regioni. Tutto ciò ha consentito nel tempo e consentirà ancora di sviluppare programmi di diversificazione produttiva, tanto più necessari quanto più le nuove OCM (Organizzazioni Comuni dei Mercati) hanno indotto diversi orientamenti colturali da parte delle aziende agricole.
Purtroppo, in tale situazione in grande evoluzione, una nuova ed errata norma regionale, che impedisce nei fatti la contribuzione rurale, oltre che provocare un grave ostacolo nella gestione corrente del personale tecnico consortile, mette fortemente a rischio la continuità degli imminenti programmi irrigui.
Più in particolare, un inspiegabile errore materiale normativo del Consiglio regionale impedisce la normale funzionalità dell’approvvigionamento finanziario da parte del Consorzio, mettendone paradossalmente in discussione la sua stessa natura. In base a tale norma, infatti, sono soggetti a tributi esclusivamente i fabbricati commerciali, avendo il legislatore “dimenticato” natura, funzioni e destinatari dei Consorzi di bonifica, deputati fin dalla loro costituzione ad assicurare la tenuta idrogeologica e lo sviluppo irriguo di alcune specifiche aree rurali, tra le quali l’Ufita.
Le Organizzazioni professionali dell’agricoltura ritengono, perciò, che il Consiglio regionale debba mettere al più presto riparo a tale errore, che si spera involontario, pena la messa in discussione delle attività consortili. Per questo Coldiretti, Cia e Confagricoltura si sono attivate presso la Giunta regionale e la Commissione regionale competente, affinché sia trovata una rapida soluzione e sia colta anche l’occasione per una discussione di merito sullo stato finanziario della bonifica consortile”.

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