Omicidio Zoina, la Corte d’Appello conferma 14 anni di reclusione

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Avellino – 14 anni di reclusione per il giovane tunisino che uccise a coltellate l’operatore sociale Massimo Zoina al quale era stato affidato dal Tribunale dei minori: la conferma arriva dalla Corte di Appello di Napoli. Il giovane tunisino, non ancora diciottenne, ha sempre sostenuto di aver agito per legittima difesa. Il delitto fu consumato a Petruro Irpino il 30 dicembre 2006 quando Massimo fu trovato nella sua abitazione, in vico San Bartolomeo, riverso in una pozza di sangue. La ricostruzione delle forze dell’ordine portò alla conferma di quanto già si supponeva: l’operatore sociale era morto a causa di un colpo al cuore infertogli dall’ ‘amico’ Gaspare – all’epoca 16enne con alle spalle una storia difficile di abusi familiari, tossicodipendenza e precedenti penali – fuggito poi a bordo di una Fiat Panda gialla di proprietà dello stesso Massimo. Il giovane fu rintracciato in serata dopo controlli accurati nelle campagne di Passo Serra a circa 30 km da Petruro.

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