Rifiuti – 14 anni… nell’excursus di Marcello Zecchino

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Il contesto che 14 anni fa obbligò il Governo a nominare un Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti nella Regione Campania, non nacque di certo nell’anno 1994; bisogna andare indietro nel tempo per comprendere le ragioni per le quali le istituzioni e gli enti preposti non sono stati in grado con i loro poteri ordinari di affrontare e risolvere il problema rifiuti in Campania. l’excursus della triste storia dei rifiuti in Campania viene effettuato dall’esponente dei Verdi Marcello Zecchino.
Il Commissariamento indica quel provvedimento con cui, in un ente viene sospesa l’autorità degli organi direttivi, sostituiti da un commissario. Si comprenderà, tardivamente, che le responsabilità vanno ricercate soprattutto in quella ‘rete’ istituzionale che ha l’obbligo di garantire un pubblico servizio, attraverso una serie coordinata di attività e di controlli, cosa che non è stata fatta. Quella stessa rete ha pensato di delegare al Commissario anche funzioni proprie e quelle scelte cosiddette ‘scomode’ come l’individuazione di siti e soluzioni idonee alla realizzazione di tutto quanto è necessario all’attuazione del ciclo integrato dei rifiuti.
Oggi assistiamo ad un ripugnante tentativo di scaricare le responsabilità altrui sul mondo ambientalista e sull’attuale Ministro dell’Ambiente, in carica da un anno e mezzo, al fine di ottenere due risultati:
da un lato trovare un capro espiatorio e dall’altro eliminare ogni resistenza ad un modello, culturale ancor prima che politico, incentrato solo sui valori di mercato e sulle convenienze economiche.
L’attacco al Ministro Pecoraro Scanio è un attacco a tutto l’ambientalismo. Imputare a lui la responsabilità di ciò che hanno fatto e soprattutto non hanno fatto le amministrazioni locali campane in materia di rifiuti è folle, è solo uno dei tasselli di una strategia che non ha alcun interesse per l’ambiente.
Per quanto riguarda il territorio Irpino, i Verdi, fin dal lontano 1998, prospettarono alla Struttura commissariale, attraverso una deliberazione approvata dal Consiglio comunale di Montaguto, l’opportunità di realizzare un impianto per la produzione di compost nel comune irpino e a servizio esclusivo della provincia di Avellino. Motivi oscuri (mai ricevuta una formale risposta!) impedirono che l’impianto venisse realizzato e, successivamente, analogo risultato negativo si ottenne quando la proposta venne presentata nel 2004 al Ministro dell’Ambiente Matteoli. E pensare che la Regione Piemonte ne ha realizzati ben 23 di impianti…
Tuttavia, se è apprezzabile il dato che numerosi messaggi di solidarietà siano giunti all’On. Alfonso Pecoraro Scanio; lo è meno il fatto che, dal mondo politico, non vi sia stata traccia di una “solidale” ammissione di responsabilità da parte di coloro che nella vicenda hanno sempre rivestito un ruolo dominante. In conclusione, sarebbe opportuno evidenziare che quel “peso politico” sempre ostentato dalle forze politiche ai vari livelli istituzionali nei momenti di “bonaccia”, venisse proporzionalmente ripartito tra le stesse anche in quei momenti delicati che richiedono una coerente assunzione di responsabilità
”.

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