Benevento – “La magistratura farà il suo corso, io e mia moglie risponderemo, perchè siamo innocenti”. Nessun timore nelle parole del Ministro dimissionario Clemente Mastella accolto da fragorosi applausi nella conferenza stampa di Benevento. Al suo fianco il capogruppo alla Camera, Mauro Fabris, il senatore Barbato e l’onorevole Antonio Satta. Durante la conferenza ha confermato la sua decisione di lasciare il governo ribadendo di non aver messo in atto alcuna concussione nei confronti del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. “Se domani dovessimo indicare al governo da cui siamo usciti un nome per la presidenza della Rai – si è chiesto – dicendo a Prodi se non lo fai non possiamo darti un appoggio, sarebbe concussione o logica politica? Spero che il mio sacrificio serva a riconciliare la politica e la magistratura. Io – ha proseguito – non ho mai voluto fare la guerra alla magistratura, ho sempre operato per la riconciliazione. Ma se c’è un gruppo di magistrati che fa assalti, io dico no”. Riferendosi poi al rapporto tra politica e magistratura e alle gravi accuse rivolte a lui e alla moglie Sandra Lonardo. Mastella ha confermato “l’appoggio esterno al governo Prodi”, senza omettere il fatto che ora l’Udeur sarà “esigente”. “Non chiedo solidarietà, ma nessuno può permettersi di esprimere giudizi ingenerosi e immotivati senza aver visto le carte: sono fiero del mio partito. Non c’è una sola versione in cui si possa raccontare di un euro dato, di una tangente presa. Questo onora il mio partito”. Nello specifico “per una nomina fatta che riguarda una persona illustre io sono accusato di concussione, ma allora perchè non sono accusati anche gli altri partiti che in Campania hanno fatto nomine? Voglio essere solidale con le famiglie di quelle persone innocenti accusate solo perchè hanno fatto un’interrogazione, mentre a rimanere in piedi è quel signore che è la ragione di questa tristezza. Voglio dire che io e mia moglie ci difenderemo nelle sedi appropriate dall’accusa di concussione a Bassolino perchè siamo innocenti”. Una arringa anche nei confronti della consorte: “La specchiata moralità di mia moglie è talmente alta che proprio in virtù di questo subì un attentato. Ed invece è stata arrestata per una espressione che nel gergo comune vuol dire solo ‘non ci voglio avere più nulla a che fare’. Ma mia moglie dimostrerà la propria innocenza”. La mia non è la moglie di Provenzano, ma una splendida ragazza”. “Tutta la mia famiglia – ha aggiunto il leader del Campanile – è stata messa sotto controllo. Quando divenni ministro della Giustizia, Cossiga mi disse: da ora te e la tua famiglia sarete intercettati; Cossiga aveva ragione”.
Prima della conferenza stampa davanti al Palazzo del Governo si sono “posizionati” i circa sindaci dell’Udeur con le fasce tricolori: tra cui il primo cittadino di Foglianise, Mastrocinque Giallonardo di Castelfranco, Cirocco di Molinara, gli assessori comunali Scarinzi, Palumbo e Boccalone, i consiglieri comunali Molinaro, Quarantiello, Zarro, Mario Scarinzi e Gino Abbate dell’Asi, il presidente dell’Asia Lucio Lonardo e il presidente del Parco Regionale del Taburno Clemente Di Cerbo. Per quanto riguarda l’accusa rivolta a Sandra Lonardo, l’avvocato Titta Madia, ha depositato oggi al Tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere la dichiarazione di impugnazione dell’ordinanza di custodia presso il domicilio emesso nei confronti della moglie di Mastella.
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