Privacy Pagine Gialle: ad Avellino espansivi, curiosi e depistatori

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Avellino – Seat Pagine Gialle, leader europeo ed uno dei principali operatori a livello mondiale nel settore dell’editoria telefonica multimediale e dell’hi-tech per internet, ha presentato l’osservatorio Privacy 2007, un’indagine ‘semi seria’ sugli avellinesi e il loro rapporto con la riservatezza.
Seat infatti ricava i dati e le indicazioni espresse dai cittadini in merito alla loro presenza sugli elenchi dal database unico gestito dall’insieme degli operatori telefonici, così come previsto dalla normativa vigente in materia di Servizio Universale e secondo i provvedimenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e del Garante della Privacy.
C’è chi opta per una soluzione all’insegna della privacy, decidendo di indicare solo poche informazioni personali (ad esempio, omettendo il nome di battesimo o l’indirizzo) e di negare l’utilizzo dei propri dati a fini promozionali; chi, invece, è più “tecnologico” e “aperto” e vuole indicare anche il proprio indirizzo e-mail e il numero di telefono cellulare.
Da una prima analisi dei dati dell’osservatorio Privacy di Seat, gli abbonati della provincia di Avellino (oltre 118.920) sembrano ripartirsi in 3 macro categorie: gli espansivi, i curiosi e i depistatori.
Ad Avellino si contano un buon numero di espansivi: sono quelli che vogliono essere protagonisti all’interno di un motore di relazione come gli elenchi telefonici, desiderano essere reperibili per tutti e attraverso tutti gli strumenti possibili. Gli espansivi di Avellino pubblicano il loro indirizzo email (circa 1.320), il numero di telefono cellulare (circa 200) e decidono di essere abilitati al così detto servizio di “ricerca derivata” on line: 10.330 utenti ad Avellino hanno scelto di dare la possibilità, a chi effettua ricerche sulle Pagine Bianche online (www.paginebianche.it) di risalire al proprio nominativo e indirizzo a partire dal numero di telefono.
Un posto d’onore fra gli espansivi è da riservare alle amministrazioni pubbliche e territoriali. Ad esempio, sono 120 i comuni che hanno deciso di puntare alla trasparenza, precisione e chiarezza nell’esposizione delle informazioni e di avvalersi dunque di PagineBianche dell’edizione di Avellino per comunicare con i cittadini.
I curiosi si distinguono per la fiducia e l’apertura al mercato: hanno chiesto la pubblicazione dei loro dati, spesso completi come per gli espansivi, ma in più si sono aperti al mondo delle offerte commerciali, curiosi di farsi stupire da promozioni e nuovi prodotti. Sono infatti, ad Avellino, circa il 4,3% degli abbonati complessivi quelli che hanno prestato il consenso a ricevere posta e/o telefonate a carattere promozionale e commerciale.
I depistatori forniscono dati incompleti, si svelano ma non troppo, amano il mistero: 100 abbonati hanno chiesto di indicare solo l’iniziale del nome di battesimo a fianco del cognome, oltre 310 non hanno voluto specificare il numero civico nell’indirizzo postale.
In questo contesto è utile e doveroso lasciare spazio all’Authority: “I cittadini italiani stanno imparando ad esercitare i loro diritti e a decidere liberamente quale uso può essere fatto dei loro dati personali: oggi gli elenchi telefonici non possono più essere usati in maniera disinvolta da aziende e società.- ha commentato il Prof. Francesco Pizzetti, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.- Non solo: gli abbonati stanno anche imparando a scegliere come apparire all’esterno poiché i dati che sono inseriti negli elenchi dipendono da una loro autonoma decisione. Potremmo dire che si sono riusciti a garantire più tutele e insieme più libertà. Quello di Avellino è un importante esempio della nuova cultura della privacy che si va diffondendo nel Paese”. (di Mauro Mastroberardino)

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