Il prefetto Orrei: ricordo straordinario di Avellino. Arriva Blasco

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Conserverò un ricordo bellissimo dell’Irpinia, dopo 22 anni di lontananza sono tornato nella mia terra che rimarrà nel mio cuore, ma esigenze familiari spingono ad avvicinarmi nuovamente alle Marche, centro dei miei interessi affettivi. Così il prefetto Paolo Orrei in occasione della manifestazione di commiato organizzata questa mattina in prefettura. Orrei, nato a Benevento 60 anni or sono ma residente a Macerata, dove vive la sua famiglia, ha svolto le funzioni di Capo di gabinetto presso la prefettura di Macerata prima di giungere ad Avellino, dove ha ricoperto le funzioni di prefetto dal 15 gennaio 2007. Dirigerà la prefettura di Pescara, mentre al suo posto il 10 gennaio si insedierà Ennio Blasco, originario di Napoli e proveniente dalla prefettura di Isernia. L’avvicendamento è nel segno della continuità, considerato che i due dirigenti sono amici da lunga data e che hanno frequentato insieme il corso per dirigente di prefettura. Durante l’incontro organizzato nel salone delle feste, Paolo Orrei ha ricordato l’impegno per la lotta alla criminalità organizzata e al racket, ha sottolineato che la provincia di Avellino non presenta le stesse emergenze registrate in altre zone della Campania, ma questo non significa abbassare la guardia. Rivolgendosi ai giornalisti ha evidenziato che il prefetto svolge la funzione di coordinamento delle forze di polizia e non è titolare di iniziativa giudiziaria e che, quindi, guarda con particolare attenzione verso le attività di prevenzione. Tra i momenti più importanti la visita ad Avellino del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano e la tutela dell’ordine pubblico in occasione della riapertura della discarica di Difesa Grande, ad Ariano Irpino. Sulla emergenza rifiuti Orrei si è soffermato per ricordare ai sindaci il loro ruolo di ufficiali di governo, derivante dalla fascia tricolore che indossano, e che devono collaborare per risolvere il problema dei rifiuti mettendo da parte le logiche del campanile. Ma è sulla emergenza criminalità che il prefetto è sembrato particolarmente perché l’attuale sistema non consente di intervenire con efficacia: “Oggi le rapine in banca non si fanno più con la pistola – ha affermato – e non standoci l’uso delle armi e la violenza i criminali rispondono solo del delitto di furto e andranno incontro, se e quando arriverà, ad una pena minore. I rapinatori entrano nelle banche e si fanno consegnare il bottino senza essere contrastati perché l’istituto di credito è assicurato e non vale la pena rischiare. Occorrerebbe la certezza della pena – ha aggiunto Orrei – e l’investimento in sistemi di sicurezza da parte delle banche per contrastare gli episodi registrati di recente anche in città”. Il prefetto ha ringraziato il personale degli uffici per la collaborazione prestata, la stampa e tutti coloro i quali hanno condiviso questo anno straordinario e memorabile; dopo di lui è intervenuto il Capo di gabinetto che a sua volta lo ha ringraziato per la grande carica umana e professionale messa in campo ad Avellino.

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