Avellino – Rifiuti, adesso è caos. Nei prossimi giorni la situazione peggiorerà e nessuno è più in grado di trovare una soluzione, anche transitoria, per togliere l’immondizia dalle strade. L’incontro avvenuto questa mattina in Provincia tra i sindaci irpini e il presidente Alberta De Simone non ha aiutato, anzi i primi cittadini hanno dimostrato assoluta contrarietà verso le indicazioni trasmesse loro dal commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania. E nel mirino è finito proprio il prefetto di Napoli, responsabile di una iniziativa inutile sul piano pratico e provocatoria su quello logistico perché si vorrebbe chiedere la responsabilità a chi si è impegnato per realizzate gli obiettivi fissati dalla struttura commissariale, accollando anche le colpe non dipendenti dalla propria volontà. Due le questioni cardine del problema: i costi sostenuti dagli enti locali e il funzionamento del cdr di Pianodardine, che non è affidato in nessun modo alla provincia. L’impianto è stato aperto nuovamente, ma hanno priorità i compattatori provenienti da Napoli, mentre quelli irpini devono sostenere attese di decine di ore. Sulla prima questione la Provincia è intervenuta per inserire nel bilancio di previsione 2008 una somma destinata proprio ad aiutare i comuni nell’atto di applicazione del piano provinciale: lo ha annunciato il consigliere Giuseppe Solimine, sindaco di Trevico, mentre sulla seconda la Provincia non ha alcuna competenza perché l’impianto di Pianodardine è di proprietà del commissario e lo gestisce come meglio crede. Il presidente Alberta De Simone ha esortato i sindaci a valutare con attenzione la drammaticità della situazione, individuando una possibile soluzione: triplicare le dimensioni dell’impianto di Teora, oppure realizzare un impianto analogo nel Cosmari Av1, ma con tempi non certamente brevi. Il presidente del Cosmari Avellino 2 e sindaco di Mirabella Eclano, Vincenzo Sirignano, non utilizza giri di parole ed accusa:”Non pagheremo per le responsabilità altrui – ha affermato stizzito – avevano chiesto di attivare la raccolta differenziata e, grazie agli sforzi anche economici, siamo riusciti a raggiungere la soglia del 40,9 per cento come media dei 60 comuni rispetto al 25 per cento fissato da Pansa e adesso non capisco cosa si possa ancora pretendere. Chiedo un incontro urgente con il commissario perché gli voglio spiegare che realizzare tante discariche sul territorio, oltre ai tempi necessari, non produce alcuna prospettiva e creerebbe ulteriori disagi per lo smaltimento del rifiuto, che diventerebbe speciale. Inoltre, nella sua ordinanza si invita ad individuare i siti per lo stoccaggio delle ecoballe e non dell’indifferenziato, quindi si tratta di una iniziativa che non intende risolvere l’emergenza”. Sirignano ha chiesto, inoltre, che sia il ministro per l’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, a svolgere il ruolo effettivo di commissario, evitando di delegare ancora Pansa. Più esplicito Raffaele Spagnuolo, presidente del Cosmari Av1, che accusa il prefetto di tradimento e di voler utilizzare l’Irpinia soltanto per risolvere i problemi altrui.
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