Rifiuti: Ranaudo attacca il Pd, difende De Simone e scarta Chianche

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Pratola – Riceviamo e Pubblichiamo l’intervento del consigliere provinciale del PDci, Domenico Ranaudo sulla querelle del sito ecoballe sul territorio irpino. ” Mancano pochi giorni al 20 dicembre e quindi alla definitiva decisione del Commissario per l’emanazione del decreto che destinerà il territorio di Chianche a sito di stoccaggio delle ecoballe. Questa scelta, ritenuta da tutti scellerata per i danni che provocherà alle terre del Greco di Tufo docg ed all’economia delle famiglie e delle imprese locali che si rammenda, riguardano ben otto Comuni (Tufo, Altavilla Irpina, Montefusco, Santa Paolina, Chianche, Petruro Irpino,Prata P.U. e Torrioni), si ripercuoterà anche e soprattutto sul precario equilibrio ambientale dell’intero territorio della Valle del Sabato, che comprende molti altri comuni irpini e del beneventano. La breve distanza del sito, che come quello di Petruro è a pochi metri dal fiume Sabato, non potrà che far peggiorare lo stato di salute del nostro corso d’acqua già oggetto di violenza da parte di industrie presenti nell’area ASI e dal cattivo funzionamento dei depuratori di proprietà degli stessi comuni. Ad oggi, questo grave problema giace sotto un grave e colpevole silenzio che ancor più evidenzia la diversità di bilanciamenti politici a cui la provincia è soggetta. Ne è la prova il fatto che altro peso ed altra misura sono stati utilizzati rispetto a Lioni dall’esecutivo provinciale, dalle amministrazioni locali e dalle popolazioni interessate, tanto da alimentare un forte e tremendo dubbio: che questa soluzione faccia comodo un pò a tutti. Pensiero che trova concretezza nell’atteggiamento assunto dal neonato Pd. Tra le linee del nuovo partito, che promette (o per lo meno cerca di far credere) l’abbandono delle vecchie logiche politiche – campanilismo, convenienza a tutti i costi e spudorata ipocrisia – da tempo piaghe per il nostro sviluppo, nessuna voce si è alzata a difesa della Valle del Sabato, mentre per Lioni hanno schierato tutte le loro armate. E dire che anche sulle rive del Sabato è da sempre il partito più rappresentativo, calcolando che larga parte dei sindaci interessati rientra nelle fila dell’ormai ex Margherita. Ma nulla è stato fatto né tanto meno gli amministratori locali hanno lamentato una mancanza da parte dei loro dirigenti politici. Si poteva e si può allontanare questo rischio, dimostrando le criticità geologiche della zona, così come fatto a Lioni e per Petruro, con tecnici dell’amministrazione comunale e della Provincia di Avellino. Infatti proprio grazie all’intervento della presidente De Simone, a quanto riferito dal ministro dei rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, in risposta all’interrogazione dei deputati di Sinistra democratica, Aurisicchio e Scotto, è stata scongiurata l’ipotesi ecoballe a Petruro, con motivazioni tecniche valide. E deve essere fatto anche per Chianche. Perché questo sito di stoccaggio, che attualmente è definito provvisorio, sarà reso definitivo in quanto nella nostra provincia il PRGR prevede più siti del genere. Perché dista solo pochi metri da quello di Petruro e perché è soggetto a rischi idrogeologici quanto il precedente e forse di più. Certo un forte contributo può venire dal Consorzio di Tutela del Vino, dalle grandi cantine che riceveranno danni dalla perdita di immagine che il Greco inevitabilmente subirà a livello internazionale (loro il vino lo producono da uve provenienti anche da Chianche). Dai sindacati, che devono tutelare il lavoro e l’occupazione dell’agricoltura della nostra provincia, e non solo quello delle industrie o delle cave. Non dimentichiamo, inoltre, i grossi investimenti fatti dall’Ente Provincia, che poggiano le basi sulla produzione del vino di qualità: l’Università di vitivinicoltura, il progetto Mulino Giardino a Tufo, che dovrà ospitare il museo del vino, il progetto del Parco Minerario a Tufo ed Altavilla, tutte complementari alla produzione del Greco. Tutti lo sanno ma intanto il silenzio è divenuto soffocante. Per quale motivo non vengono accelerati i tempi per chiedere la provincializzazione del ciclo integrato dei rifiuti che è stata votata e riconosciuta da tutti i gruppi politici in Provincia? Un documento che rappresenta l’unica soluzione a questo problema che ha messo in ginocchio dignità ed economia della nostra Regione e potrebbe risolvere anche la questione Chianche. Inoltre l’Assessore Fierro può inviare la tanto attesa microzonizzazione, dalla quale verranno fuori non pochi suggerimenti per la scelta di un sito che danneggia ed offende il meno possibile il Territorio provinciale. La difesa del territorio ed in particolare quello del Greco di Tufo, zona a ridosso del fiume Sabato, è d’obbligo se si vuole continuare a poggiare il futuro dell’economia provinciale sul turismo e le colture di qualità. Ma, anche abbandonando tale scelta – ragionando per assurdo -, va ricordato che le popolazioni che vivono sulle rive del Sabato devono avere pari dignità con il resto della provincia per la tutela e la salvaguardia. Le istituzioni sovraccomunali hanno il dovere di intervenire a difesa del territorio anche e soprattutto quando c’è rischio che le amministrazioni locali impotenti o cieche non possono provvedere a ciò, perché il territorio della nostra Provincia, ed in special modo quello di particolare pregio, è patrimonio di tutti.

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