Sigilli alla cava di Lioni, Guerriero: “Operazione necessaria”

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Lioni – Su richiesta della Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, il Gip del Tribunale Marcello Rotondi ha disposto il sequestro preventivo di una cava situata in località Oppido-Balzata a Lioni.
L’inchiesta coordinata dalla Procura e già in corso da molti mesi, frutto di approfondite consulenze tecniche e di indagini effettuate dai Carabinieri di Sant’Angelo dei Lombardi, attiene sia all’incombente pericolo di rimobilitazione della massa di una frana che in passato si era verificata nell’area in questione, sia alle numerose violazioni delle prescrizioni dettate per la messa in sicurezza delle aree a rischio.
La vicenda per cui si procede – in relazione alla quale, inoltre, sono ancora in corso approfondimenti istruttori al vaglio della Procura – concerne in particolare ipotesi di reato di disastro doloso e abusivismo edilizio.
“Il provvedimento di sequestro preventivo – chiarisce il Procuratore Antonio Guerriero – è volto a salvaguardare l’incolumità pubblica e a scongiurare il grave pericolo per l’equilibrio ambientale ed idrogeologico della zona, caratterizzata dalla prossimità del fiume Ofanto, da un elevato grado di sismicità nonché dalla presenza di maestranze e di insediamenti antropici a rischio. È il caso di osservare, inoltre, che l’area interessata dalla frana risulta espressamente classificata dall’Autorità di Bacino della Puglia come zona ‘a pericolosità geomorfologica molto elevata’, circostanza questa che deve indurre al massimo grado di attenzione per ogni attività volta alla fruizione del sito e che ha, quindi, legittimato la tempestiva concessione del provvedimento cautelare nelle more della conclusione del procedimento penale”.
Per i fatti connessi alla frana avvenuta nella stessa area nel dicembre 2003, a seguito di indagini della Procura, fu già disposto il sequestro di una parte dell’area con richiesta di rinvio a giudizio del responsabile evidenziando la necessità della messa in sicurezza previa imposizione di una serie di prescrizioni rimaste non attuate. I precedenti hanno quindi reso necessario l’attuale sequestro.

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