Prata P. U. – ‘Zamagna Dies’ tra rievocazione storica e suggestione

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Il Comune di Prata di Principato Ultra, proseguendo l’azione di valorizzazione e promozione del centro storico del Paese, ha organizzato per i giorni 1 e 2 dicembre la manifestazione storico-culturale ‘Zamagna Dies’, dal casato dell’ultima famiglia feudataria del paese di Prata.
Il centro storico di Prata rimasto intatto fin dal terremoto dell’ottanta, pur bisognoso di restauri e sistemazioni, rappresenta ancora oggi l’iconografia del borgo medioevale di origine longobarda: castello, borgo antico, ripe e fiume sottostante.
Ancora oggi in ogni libro delle scuole elementari è rappresentata questa iconografia che Prata ha in veste reale.
La manifestazione molto composita vedrà la partecipazione dell’assessore regionale Marco Di Lello che ha preso a cuore il borgo antico di Prata.

Un po’ di storia (dott. Marcello Freda)

La comunità pratese con l’iniziativa Zamagna Dies si è posto il non agevole obiettivo di riconnettersi al proprio passato (tutt’altro che inglorioso), utilizzando uno strumento fortemente esemplificativo come quello della ‘Rievocazione Storica’. Fare ‘storia vivente’, o come dicono gli anglosassoni ‘living history’, significa dare ‘volto’, ‘spessore’, ‘realismo’ e persino ‘anima’ ad eventi, personaggi ed aspetti di una vita quotidiana ormai lontana nel tempo. Una ricostruzione storica rigorosa è solo quella che riesce a restituire il vero spirito di un’epoca.
Tra gli avvenimenti che hanno contrassegnato il paese emerge come momento di assoluta singolarità il dominio feudale che su questa terra di Prata ebbe la famiglia Zamagna. Infatti, se non poche realtà, anche vicine, possono fregiarsi di signori stranieri (solitamente francesi o spagnoli) finanche di un certo riguardo, rarissima è l’attestazione nell’Italia Meridionale di feudatari originari dell’altra parte dell’Adriatico, della Dalmazia. Questa univocità non poteva che essere evidenziata e, soprattutto, resa fruibile tramite un linguaggio che fosse di facile ed immediata comprensione: quello della rievocazione.
Circa un secolo e mezzo di storia lega il nostro piccolo borgo a questo nobile casato proveniente dalla lontana Repubblica di Ragusa, odierna città croata di Dubrovnik, la famiglia entrò in possesso del feudo di Prata nel 1681 nel nome del barone Savino e per il prezzo di 45.000 ducati.
Dai Zamagna il paese fu retto fino all’abolizione del regime feudale nel 1806 attraverso la successione di: Serafino I (1690-1746), Savino II (1746-1771), Serafino II (1772-1802) e Francesco (1802-1806), quest’ultimo pur perdendo tutte quelle prerogative insite nel potere feudale, come l’esercizio della “Giustizia”, mantenne il pieno possesso dei beni e dei terreni condotti in modo diretto. Se ai patrizi ragusei non dobbiamo la realizzazione del Palazzo Baronale che svetta nell’antico borgo di Prata, ad essi si devono importanti interventi di decorazione, tesi, oltre che ad impreziosire questa dimora, a glorificare il proprio blasone: si pensi alla tela che copriva l’intero soffitto di una delle sale su cui era effigiata una grandiosa arme dei Zamagna.
Il Palazzo fu, invece, voluto, con molta probabilità, dai Cesarano di Napoli, che vi dominarono tra il 1615 e il 1681. Ancora nei primi decenni del ‘500 doveva insistere il vecchio castello medievale, scenario di numerosi fatti d’armi a cominciare dall’assedio e dalla distruzione subita per opera delle truppe di re Ruggero II di Sicilia nel 1134, per passare alla conquista inflitta da Alfonso V d’Aragona nel 1439. Ben altra sorte toccò, invece, nel 1461 alle milizie del re di Napoli Ferdinando I d’Aragona, che furono sonoramente battute e costrette al ritiro. Non è certamente un caso se proprio sulla famiglia Zamagna e non sulle molte altre che nel corso dei secoli hanno retto il potere feudale in Prata si siano sviluppate diverse leggende. Questo si potrebbe però spiegare col fatto che essi furono gli ultimi signori nel pieno senso del termine. Anche la vicinanza cronologica ai nostri tempi ne hanno reso possibile il ricordo, infatti, Francesco Zamagna dovette morire intorno al 1854 anno in cui i suoi beni passarono “per virtù di testamento e come affine in linea femminile” ad un altro “distinto personaggio di Ragusi, Niccolò de Gradi, capitano del Reggimento Marina di Sua Maestà l’Imperatore d’Austria “Secondo tali leggende i Zamagna avrebbero governato in modo dispotico, attuando angherie di ogni sorta e ripristinando, finanche, consuetudini oramai dismesse, come lo “ius primæ noctis”. I dati storici in possesso non permettono, tuttavia, né di avallare, né di respingere queste proposizioni. Uno di questi racconti popolari, quello che riguarda, proprio, il famigerato diritto del signore di giacere la prima notte con la sposa di un proprio servo, o sottomesso, sarà fra le situazioni oggetto di “Rievocazione Storica”. Una fine ingloriosa tocca nella leggenda ad un non meglio identificato “barone Nzamagna”, ucciso da tal Gianlorenzo la Monica per evitare che questi faccia uso delle sue prerogative sulla giovane nuora, travestendosi così da sposa ed aspettando il signore nel talamo nuziale e pugnalandolo a tradimento. Come sappiamo l’unico membro dei Zamagna ad essere scomparso in Prata fu Serafino II, il quale “animam deo reddit” il 30 maggio 1802 e fu sepolto nella chiesa parrocchiale come indica il Liber Morti. Resta comunque ancora vivo, nella memoria popolare pratese, il ricordo tramandato oralmente dello “ius primae noctis” .

Il programma

1 dicembre
ore 18,00
Canonica della chiesa di San Giacomo Apostolo
Apertura ufficiale, esposizione-degustazione dei vini della Valle del Sabato Greco di Tufo

Palazzo Ciambelli
Mostra fotografica del Maestro Provvido
Esposizione ceramiche artistiche Maestro Francese

ore 20,00
Centro storico
Esposizione di prodotti tipici e manifatture artistiche irpine
Banchetto Medievale – Concerto di musica Folk

2 dicembre

ore 16,00
Sala Consiliare
Convegno “Centro Storico di Prata-Valorizzazione e Promozione”

ore 17,30
Centro Storico
Corteo storico di Rievocazione della famiglia Zamagna

ore 20,30
Centro Storico
Banchetto Medievale
Gran concerto finale con Tony Tammaro

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