Avellino – Inutile lo scontro di potere su qualcosa che non esiste ancora, occorre costruire l’unità intorno al Partito democratico e il coordinatore dovrà avvertire il peso della responsabilità e non del potere. L’onorevole interviene e mette a posto le cose fuori squadro, dando un contributo determinante alla soluzione di un problema, che poteva aprire una nuova falla nel percorso di composizione del Pd. “Aderiamo a procedure da noi non definite – afferma il leader della Margherita – e dobbiamo accettare le nuove regole di chi predica un partito aperto ma in contemporanea organizza le primarie con persone che vengono elette secondo l’ordine di presentazione delle liste”. Da qui – spiega De Mita – i problemi registrati un po’ dappertutto: i candidati spieghino cosa vogliono fare perché, per il resto la loro è una posizione meschina e scarsamente motivata. Come pretestuoso è stato l’avvio del congresso, riferito al documento dei Ds. E sul rinnovo della classe politica il leader ha chiesto che ognuno, prima di parlare, dica il luogo e la data di nascita. L’ipotesi di candidare una figura di garanzia, l’ha liquidata affermado essere una idea peregrina. De Mita è intervenuto una seconda volta per dichiarazione di voto, chiedendo il rinvio della discussione sul documento, che ha aperto la strada alla mediazione, terminata con la chiusura dell’accordo.
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