Rifiuti-La Provincia individua le macroaree e aggiunge altri vincoli

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Avellino – Via libera della Provincia per il piano di zonizzazione, propedeutico alla individuazione dei siti da utilizzare per la realizzazione degli impianti destinati al deposito o al trattamento dei rifiuti. La bozza del piano provinciale è stato approvato con i voti della maggioranza, mentre l’opposizione si è astenuta. Il voto è giunto dopo un’ampia discussione, avviata ieri mattina alle ore 10.00 e conclusasi intorno alle ore 14.00. Il deliberato ha incorporato l’ordine del giorno presentato dal consigliere Ranaudo, che riguardava la richiesta di esclusione di Petruro come sito destinato a ricevere le ecoballe. Il proponente, insieme con la minoranza aveva chiesto che fosse stato votato, ma la maggioranza, dietro proposta di Alberta De Simone, ha deciso di includerlo come forma di manifestazione di un impegno ben preciso e l’emendamento presentato dal consigliere Andrea Famiglietti, secondo il quale dalla rosa dei possibili siti dove allocare i nuovi impianti devono essere esclusi tutti i comuni che hanno ricevuto almeno per una volta una discarica per i rifiuti solidi urbani. La cartografia redatta da un gruppo di tecnici incorpora anche la legenda, che consente di leggere i criteri con i quali sono stati classificati i territori provinciali e questo evidenzia che le aree di colore bianco, cioè quelle idonee per ricevere gli impianti, sono di ridotte dimensioni rispetto a quelle a vario titolo vincolate per legge o per motivi di opportunità, pertanto l’ulteriore restrizione presentata da Famiglietti ed accolta dal consiglio, riduce le alternative a poche ipotesi, intorno alle quali nei prossimi giorni monteranno le preoccupazioni dei sindaci e della popolazione. L’assessore al ramo, Bruno Fierro e la presidente hanno spiegato che il documento, assolutamente non definitivo, indica soltanto le linee guida intorno alle quali occorrerà sviluppare il ragionamento successivo: in realtà sono state approvate le macroaree per avere un quadro di insieme della situazione, riservandosi di scegliere le aree, destinate a ricevere le strutture in questione, in una fase successiva. De Simone ha confermato l’esclusione di Ariano Irpino e l’inclusione di Savignano Irpino, in quanto entrambe le indicazioni sono state attribuite dalla legge nazionale. Su Petruro il consiglio si è pronunciato a difesa di quel territorio, anche se fino a quando non dovesse essere revocata l’ordinanza commissariale il rischio di ricevere le ecoballe rimane molto attuale. Fierro ha sciolto anche il “caso” montato proprio intorno alla ordinanza firmata dal commissario straordinario Alessandro Pansa, esibendo il documento ai giornalisti affinché potessero verificare che esiste e che è stata sottoscritta dal prefetto. Il dubbio era sorto perché il parlamentare Udeur, Pasquale Giuditta aveva riferito un’affermazione di Pansa, che smentiva la pronuncia dell’ordinanza medesima. Nell’indicare le macroaree i tecnici avrebbero tenuto presente i vincoli storici, artistici, paesaggistici e ambientali in generale, intesi anche come forme di tutela delle produzioni locali, ma sembra che ci sia qualche anomalia, rispetto alla quale la Provincia si è detta disponibile ad apportare tutte le correzioni del caso. L’assemblea era stata convocata dal presidente Erminio D’Addesa in seduta straordinaria.

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