Basket – Lo ‘strano caso’ di Radulovic tiene banco in casa Air

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Al “Palalottomatica” qualche tifoso irpino residente a Roma che non vedeva giocare l’Air dallo scorso anno si sarà sicuramente chiesto se il ragazzone con la maglia numero 5 fosse veramente lo stesso Nikola Radulovic capace di deliziare il pubblico con canestri da antologia fino a pochi mesi fa. Quel Radulovic non avrebbe mai fatto 1 su 3 ai liberi dopo che la sua squadra aveva subito un parziale di 8 a 0. A lasciare tutti con l’amaro in bocca però non sono i risultati balistici, tra l’altro molto modesti, ma l’atteggiamento apatico e di sufficienza con il quale l’ex stella della Nazionale italiana scende in campo. Parlare di cifre, infatti, equivale a sparare sulla croce rossa. Basta fare due confronti elementari: quest’anno il naturalizzato è stato in campo circa 25 minuti a partita, mettendo a referto 9,8 punti di media, con 3,7 rimbalzi e 2,3 palle perse. Lo stesso giocatore lo scorso anno giocava circa 4 minuti in più, ma realizzava 16 punti, catturava oltre 6 rimbalzi e sminestrava circa 2 assist. Le percentuali, poi, fanno davvero riflettere: 24% da 3 contro il 39 dello scorso anno, 41% da 2 contro il 45% del campionato 2006/2007. La valutazione media oggi è un modesto 9,7, a fronte del ben più consistente 19 del Radulovic versione 2007. Cifre che fanno riflettere e che confermano le sensazioni di molti. In campo Nikola appare svogliato, poco determinato, non combattivo e facile alla resa e all’autocommiserazione. Il problema difficilmente può essere ricercato in una condizione di vita approssimativa o mancante di qualcosa: il numero 5 irpino è il più pagato della squadra, ha un bell’appartamento, una buona macchina e il futuro garantito da un preziosissimo biennale, che nel basket moderno vale più dell’oro. E’ facile saltare alle conclusioni affrettate additando come causa di tutto quella che i nostri nonni chiamavano ‘la rassa’, l’essere stato eccessivamente viziato e coccolato. Senza dubbio la sensazione di ‘impunità’ che si è data a Radulovic e le attenzioni da prima donna che ha ricevuto possono aver contribuito a far rilassare ancora di più un giocatore già appagato, arrivato al suo autunno cestistico e che ha poco o nulla da chiedere alla sua carriera, avendo toccato l’olimpo del basket europeo giocando in eurolega e conquistando due traguardi prestigiosi alle olimpiadi e agli europei. Ci sono sicuramente altri problemi che stanno condizionando Radulovic. Già in precampionato è apparso qualche limite fisico, che sta continuando a presentarsi nel corso della stagione. Si tratta di piccoli fastidi, perlopiù alla schiena, che contribuiscono a togliere serenità e tranquillità ad un giocatore che gia è consapevole di non essere quello che tutti ci si attendevano. Sicuramente non mancherà anche qualche difficoltà a livello personale, ma su questo punto preferiamo lasciare al giocatore la giusta privacy non indagando oltre, augurandogli di ritrovare serenità anche lì. Quello che è certo è che il futuro di questa Air passa più che mai dalle sue mani. Il primo a riconoscerlo è il presidente Vincenzo Ercolino, che dopo la conferenza stampa indetta per annunciare la nascita di un nuovo Palasport si è intrattenuto con alcuni giornalisti per discutere della Scandone. “Sono molto soddisfatto della partita dei ragazzi in quel di Roma – ha dichiarato Ercolino – abbiamo fatto comunque 90 punti in un campo molto difficile. Chi obiettivamente mi sta deludendo è Radulovic. Da lui ci aspettiamo molto di più, deve essere il leader della squadra e trasmettere grinta ai suoi compagni, non demoralizzarli ulteriormente offrendo prestazioni opache. In campo, e questo è visibile a tutti, è apatico. E’ il giocatore più pagato della squadra, costruita tutta intorno a lui, deve dare molto di più”. A Varese Nikola sarà chiamato alla smentita sul campo, l’ennesima, quella che tutti attendono con ansia. Aldilà di facili banalizzazioni e polemiche, è evidente che gli obiettivi che questa Scandone si è preposta possono essere raggiunti solo e soltanto se tornerà a scendere in campo il Nikola Radulovic che lo scorso anno ha fatto impazzire le difese di tutta Italia. A meno di clamorosi, difficilissimi e improbabili stravolgimenti di mercato, sempre poco auspicabili in corsa. (Di Giuseppe Matarazzo)

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